SULMONA – Marche, Abruzzo, Molise: tre regioni accomunate, tra le altre cose, dal terremoto.
Lo ha detto il nuovo arcivescovo di Ancona-Osimo, monsignor Angelo Spina nel primo incontro con la stampa nel capoluogo marchigiano.
Molisano di origine, vescovo per dieci anni a Sulmona (L’Aquila), da due giorni è alla guida dell’Arcidiocesi anconetana.
“Come vescovo di Sulmona – ha ricordato – ho celebrato il primo funerale dopo il terremoto dell’Aquila nel 2009, una studentessa. Fu uno strazio”.
Il presule fu impegnato, nelle prime ore dopo il sisma abruzzese, anche nell’assistenza ai terremotati insieme alla Caritas: “Chi ha vissuto certe cose, chi ha visto i calcinacci staccarsi dal muro, i mobili spostarsi, senza sapere se ne sarebbe uscito vivo o morto, non lo dimentica. Sono cose che ci avvicinano”.
Monsignor Spina è in contatto con i vescovi delle zone terremotate e ha visto alcuni dei danni provocati dal sisma del 2016.
“È bella questa fraternità episcopale – ha detto ancora -, nella seconda metà di ottobre faremo tutti insieme, i vescovi della Conferenza Episcopale Marchigiana, un cammino spirituale ad Assisi. Ci saranno anche i vescovi emeriti e il card. Menichelli, siamo una famiglia”.
Ma la vicinanza è anche una delle sfide della società moderna: “Bisogna camminare tutti insieme, le differenze ci sono, ma ci sono anche tante cose che ci accomunano. Non bisogna cedere alla paura, che ci porta a rinchiuderci nell’io, all’egoismo, ma avere fiducia nel percorso che si fa insieme”.
E “tra le cose che ci accomunano – ha ribadito -, oltre al terremoto, ci sono anche la difesa dell’ambiente (mare e montagna) e l’accoglienza, che va coniugata con l’integrazione, la prudenza e la legalità”.



