L’AQUILA – “Rischio di essere noioso, ma ci sono zone che ancora non hanno espresso il loro potenziale sismico. Una di queste è Campotosto, un’altra è Montereale. Pensare che dopo neanche un anno da Amatrice sia tutto finito è fare la politica dello struzzo”.

Così il sismologo aquilano Christian Del Pinto dopo la scossa 4.2 nella zona di Campotosto che alle 4.13 di oggi ha svegliato mezzo Abruzzo.

“Questo non vuol dire che ci saranno certamente nuove scosse importanti a breve, ma affermare che le faglie sono scariche vuol dire creare aspettative fasulle, come successo già prima del 6 aprile 2009. Non è detto che non ci sia”, prosegue.

Alla luce di ciò, per l’esperto, che prima del ballottaggio ha incontrato quello che poi sarebbe diventato il nuovo sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, “bisogna sedersi a tavolino e iniziare a fare prevenzione con amministratori sensibili, esperti competenti e con cittadini che piano piano diventino sempre più consapevoli di vivere in un territorio in cui c’è un fenomeno importante per cui l’unica arma e la prevenzione”.

“Alcune strutture non si sono espresse nel 2016, non lo hanno fatto nel 2009 e neanche nel 1997 e prima o poi daranno voce – avverte ancora – Non faccio allarmismo, ma è un problema di coscienza collettiva: nessuno è sismologo se non ha compiuto un percorso opportuno di studi e di ricerca, bisogna creare una buona educazione alla prevenzione sismica, basta con il quando. Prevenire quello che può succedere, perché può succedere”, conclude Del Pinto. (alb.or.)