L’AQUILA – “Pizzoli, Montereale, i Monti della Laga, rimangono sempre zone ad alta pericolosità sismica, lo sapevamo prima e lo sappiamo dopo la scossa di questa notte”.

Così il sismologo Gaetano De Luca, responsabile della rete di monitoraggio abruzzese dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), dopo l’evento di magnitudo 2.3 che ha riscosso la notte degli aquilani.

L’esperto fa notare che “da quelle parti ci sono stati altri eventi ultimamente, negli ultimi 2-3 anni, è una zona che ha sempre fornito sismicità di questo tipo prima durante e dopo lo sciame dell’Aquila, e a oggi sembra che continui indipendentemente”.

“Conosciamo molto poco la storia della sismicità di un’area, si pensi che una faglia attiva ha un’età a sei zeri, mentre nostre attività di monitoraggio sono iniziate nell’ultimo secolo, il nostro è un respiro rispetto a una vita intera”.

“Abbiamo ancora eventi legati al terremoto del 2009, ‘aftershock’ che durano anni e questi rientrano in questa ottica. Prevedere il sisma sarebbe importante, ma comunque l’evento non si può evitare, quindi dobbiamo difenderci meglio”, il messaggio conclusivo. (alb.or.)