L’AQUILA – “Di per sé una scossa non desta particolare allarme, ma in una zona ad alta sismicità la preoccupazione c’è sempre. Non si può tranquillizzare né allarmare in questi casi. Possiamo dire che è poco probabile che si verifichi una scossa forte come quella del 6 aprile 2009, perché i grandi terremoti accadono per fortuna con frequenze basse, ma questo non significa che è impossibile che succeda”.

La scossa di magnitudo 3.5 che si è verificata ieri nel distretto sismico Gran Sasso ha destato grande preoccupazione tra gli aquilani. L’ultima scossa con epicentro vicino la città era stata registrata il 19 novembre scorso, di magnitudo 2, molto più bassa di quella di ieri.

Antonio Piersanti, capo dipartimento di Sismologia e tettonofisica all’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), cerca di chiarirne gli aspetti tecnici.

Ieri in molti sono scesi in strada dopo aver avvertito la scossa. C’è da aspettarsi terremoti di questa intensità?

Sappiamo che la zona sismogenetica in questione è ad alta sismicità ed è stata attivata il 6 aprile 2009. Fortunatamente l’intensità e la frequenza dei terremoti sono diminuite rispetto al 2009, però dobbiamo tenere a mente che questa zona non è priva di terremoti. Non hanno mai smesso di avvenire, si tratta di accadimenti normali.

La zona del Gran Sasso è stata già in passato epicentro di forti terremoti?

È tra quelle attivate dal sisma del 2009. Si tratta di un’area che può dare luogo a terremoti forti, ma è  difficile dire se in un lontano passato siano avvenuti proprio lì, mancando allora strumentazioni esatte. A livello più generale possiamo dire che tutta l’area dell’Appenino centrale è la più attiva in questo momento in Italia.

Nella testa di molti aquilani ieri è tornato il pensiero alla scossa del 14 dicembre 2008 (magnitudo 1.8) che ha dato il via alla sequenza sismica di scosse inferiori al 3.0, fino a quella culminante dell’aprile 2009. È un azzardo fare similitudini?

Si tratta di una scossa simile a quelle di quel periodo, nel senso che è stata di magnitudo di 3.5, quindi vicina a quelle registrate allora. La profondità non elevatissima, di 17,9 chilometri, ieri ha fatto sentire la scossa molto bene in tutta la città.

Il collegamento c’è nel senso che fa parte del processo attivato dal terremoto 2009, ma non si può dire con certezza che avverrà un altro grande terremoto ora, né ogni 300 anni.

Dal 1400 in poi ci sono stati terremoti ogni 300 anni, ma teoricamente potrebbero avvenire anche più spesso.