L’AQUILA – Una forte scossa di terremoto percepita alle 2 di domenica all’Aquila ha riportato la paura nella città già flagellata dal 6 aprile 2009.
Da quanto rilevato, a tenere svegli gli aquilani è stato un sisma di magnitudo 3.7 con epicentro nelle vicinanze del Lago di Campotosto, tra le frazioni aquilane di Arischia e Assergi.
Profondità 16,6 chilometri nel distretto sismico “Gran Sasso”. Una scossa seguita da altre quattro repliche principali e numerose altre impercettibili sia in mattinata che in serata e nelle prime ore di lunedì.
Si tratta di un evento diverso da quello 4.8 che ha colpito il Frusinate e ha avuto una quindicina di repliche, il cui evento maggiore era stato avvertito anche in Abruzzo.
Paura nel capoluogo, già risvegliata dalla scossa delle 22. Spaventate dalla durata di questo sisma, molte persone sono scese in strada ricordando i tragici momenti di quattro anni fa. Tanti hanno deciso di dormire in macchina.
La città si è ritrovata sui social network, discutendo sul da farsi, lamentandosi per questo nuovo ritorno dell'”Orco”, passando la notte in compagnia, anche se virtuale.
Solo in mattinata l’amministrazione comunale ha comunicato alla città, ricordando la presenza di tre tende riscaldate sempre attive a Coppito, Paganica e Bazzano, e assicurando che a un primo sopralluogo non ci sono stati nuovi danni gravi in centro.
In relazione alla presenza di tre tende annunciata stamani, il vice sindaco Roberto Riga ha spiegato che agli aquilani era già stato comunicato in passato e che l’unica novità è la terza tenda, aggiunta dopo lo sciame sismico della scorsa notte.
“Lo abbiamo fatto per dare la possibilità alle persone di non girovagare per la città, per fornire a quanti hanno paura di raccogliersi in tre punti. Non è però che ci si possa dormire, anche se sono tende riscaldate”.
Intanto oggi due nuove scossa di terremoto con magnitudo 2 e 2.1 sono state registrate alle 16.27 e alle 18.29 nel distretto sismico Gran Sasso tra le province di Teramo e L’Aquila, dopo quelle di domenica notte, la prima alle 2 con magnitudo 3.7, poi altre repliche con magnitudo inferiore, che ha gettato nel panico i cittadini del capoluogo abruzzese.
La scorsa notte erano state registrate altre due scosse nello stesso distretto con medesimo epicentro, rispettivamente alle 00.43 e alle 00.44, a distanza di una trentina di secondi l’una dall’altra, di magnitudo 2.3 e 2.4.
<span style=’11.00 – I GENITORI DEI FUORISEDE, ”CI SONO TENDOPOLI? TEMIAMO IL BIS”
“Abbiamo paura di una seconda casa dello studente, è vero che sono state allestite le tendopoli?”.
Di questo tenore le tante telefonate di terrorizzati e confusi genitori di fuorisede che studiano all’Aquila, ricevute tra ieri e oggi dai centralini della polizia Municipale del capoluogo.
Dopo essere venuti a conoscenza dello sciame sismico di questo fine settimana, cominciato nelle prime ore di domenica con una scossa di magnitudo 3.7, ora temono un nuovo, distruttivo terremoto.
Quanto comunicato dall’amministrazione comunale dell’Aquila, cioè che sono state allestite tre tende riscaldate per le emergenze, ha intimorito ulteriormente tutti quei genitori che hanno i figli a studiare nell’ateneo aquilano.
La realtà dei fatti è questa: dal 7 ottobre 2009 è iniziato il lento smantellamento delle tendopoli, che nulla c’entrano con le tende riscaldate di cui si parla ora, mentre il piano di protezione civile prevede aree permanenti con strutture di accoglienza in caso di emergenza, per ospitare tutti quei cittadini che, in caso di scosse, decidessero di rimanere a dormire fuori casa.
Un’altra tenda, e non tendopoli, è stata allestita in questo fine settimana proprio in seguito a quest’ultimo evento sismico, come spiegato dall’assessore al ramo Roberto Riga. Sara Ciambotti
<span style=’1.00 – DUE SCOSSE IN UN MINUTO SEMPRE SUL GRAN SASSO
Due scosse nel cuore della notte, nell’ambito dello sciame che ha colpito il Gran Sasso e culminato con una scossa di 3.7 alle 2 di domenica.
Altri due terremoti di magnitudo 2.3 e 2.4 hanno colpito nello spazio di un minuto, alle 0.43 e 0.44, a profondità simili, 15,9 e 16 chilometri.
Le scosse sono state avvertite dalla popolazione soprattutto nelle vicinanze delle frazioni di Assergi e Arischia, le più vicine all’epicentro.
<span style=’22.25 – SCOSSA IN SERATA, 2.5 NELLA STESSA ZONA
Scossa in serata all’Aquila dopo un ‘silenzio sismico’ durato almeno a livello di eventi principali per tutta la giornata.
L’evento, di magnitudo 2.5 e profondità 14,2 chilometri, è stato localizzato nel distretto sismico “Gran Sasso”.
L’epicentro sul massiccio del Gran Sasso, nelle vicinanze delle frazioni aquilane di Arischia e Assergi.
<span style=’17.55 – INGV, SCOSSA 3.7 L’AQUILA E 4.8 SORA HANNO ORIGINI DIVERSE
Hanno avuto origine da sistemi di faglie diverse il terremoto di magnitudo 4,8 avvenuto alle 22.16 di ieri nel Frusinate e quello di magnitudo 3,7 avvenuto alle 2 del mattino di oggi all’Aquila.
L’area attivata in quest’ultimo sisma, rileva l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), è molto vicina a quella che è stata interessata dalla sequenza sismica del 2009.
Dopo il terremoto del 6 aprile 2009 infatti, oltre alle numerose repliche avvenute nell’area dell’Aquila, si sono attivati diversi settori dell’Appennino laziale-abruzzese, dal Reatino al Frusinate.
Il terremoto della notte scarsa nella zona di Sora, comunque, ha avuto origine da un sistema di faglie differente da quello che ha generato il sisma della notte scorsa all’Aquila.
A partire dalla scossa di magnitudo 4.8 delle 22,16 di ieri, sono state complessivamente una ventina le repliche avvenute, la più forte delle quali di magnitudo 2,3. Al momento l’ultima replica, di magnitudo 1,3, risale alle 6 di questa mattina.
<span style=’17.45 – VERTICE GABRIELLI-CIALENTE-RIGA PER ESERCITAZIONE
Un’esercitazione di protezione civile all’Aquila, la prima dopo il terremoto del 2009, sarà il tema di un incontro che il sindaco Massimo Cialente, e il vice sindaco, con delega alla Protezione civile, Roberto Riga, avranno domani a Roma, con il capo della protezione civile nazionale Franco Gabrielli, ex prefetto del capoluogo.
“L’appuntamento con Gabrielli era gia stato preso da tempo – ha spiegato Riga – Vogliamo prendere accordi per promuovere una grande esercitazione di protezione civile, la prima dopo il terremoto del 6 aprile 2009, per dare ai cittadini anche la sicurezza e la tranquillità di vivere in una città preparata agli eventi sismici”.
Il Comune dell’Aquila, in collaborazione con i comuni di Capitignano e Campotosto (L’Aquila), sta partecipando all’organizzazione di un’altra esercitazione di protezione civile, basata sul rischio sismico e idrogeologico, in programma proprio a Campotosto.
Tra questo comune e quelli di Capitignano e L’Aquila si trova il bacino artificiale del Lago di Campotosto, a un’altitudine di 1.313 metri, regolato da tre dighe che subito dopo il sisma del 2009 furono tenute sotto stretto controllo dal gestore e dagli enti preposti alla vigilanza anche perché, in prossimità del lembo Nord orientale del lago, si trova la faglia “dei Monti della Laga”.
<span style=’17.00 – VITTORINI: ”CIALENTE-RIGA DUE STRUZZI, MOZIONE PER SFIDUCIARLI”
L’AQUILA – Accusa il sindaco dell’Aquila e l’assessore alla Protezione civile di fare una “politica degli struzzi” sul problema terremoto, Vincenzo Vittorini, e annuncia una prossima mozione di sfiducia in Consiglio comunale per Massimo Cialente e Roberto Riga.
La protesta del consigliere capogruppo di L’Aquila che vogliamo arriva dopo la scossa 3.7 delle 2 di questa mattina e la successiva nota dell’amministrazione delle 10.30, in cui si annunciava l’avvenuto sopralluogo del centro, l’assenza di nuovi danni e la presenza di tre tende dove rifugiarsi in caso di necessità.
“Questo non è un piano di protezione civile, all’Aquila i cittadini sono esposti a un rischio reale”, lancia l’allerta Vittorini, segnato personalmente dalla vicenda del 6 aprile 2009 in cui a causa dei crolli ha perso la moglie e una figlia.
LA NOTA COMPLETA
Pazzesco: all’Aquila continuano le scosse e la farneticante politica degli struzzi.
Nel comune abruzzese si continua imperterriti con misure palliative sulla sicurezza che somigliano piú a uno scarico di responsabilità che a misure realmente orientate alla sicurezza dei cittadini.
Lo spaccio di sicurezza consiste in 3 tende (per 50.000 abitanti!) e qualche cartello di indicazione per spogli, disorganizzati e a volte inaccessibili piazzali di “rifugio”.
Questo non è un piano di protezione civile! Lo sanno bene il sindaco e l’assessore alla Protezione civile che, proprio per questo, continuano ad affidarsi alla scaramanzia con frasi come “non ce la tiremo” o “speriamo che finisca”.
È la politica degli struzzi! All’Aquila i cittadini sono esposti ad un rischio reale!
Le risposte dell’amministrazione continuano ad essere inaccettabili, semplicemente perché inesistenti o farneticanti come il comunicato di oggi di sindaco e assessore: Cialente-Riga.
La proposta è che si faccia ciò che è ampiamente previsto in tutto il mondo: esercitazioni, messa in sicurezza degli edifici pericolanti, definizione delle vie di fuga in centro storico e, dove non possibile, chiusura.
In mancanza di questi provvedimenti elementari i diretti respinsabili per ogni infortunio saranno sindaco e assessore: Cialente e Riga.
Oggi raggiungiamo l’apoteosi dell’improvvisazione: l’assessore Riga dichiara che con tre persone in sole due ore ha verificato la sicurezza statica degli edifici del centro!
Con una competenza fulminante, Riga ha brevettato un nuovo metodo che dalla caduta di calciacci riesce a determiare la sicurezza di un edificio.
Questo innovativo metodo di diagnosi verrá subito impiegato a Frosinone e poi a Los Angeles.
La pazienza degli aquilani è allo stremo. È necessario svegliarsi subito perché, come abbiamo sperimentato, la sicurezza si costruisce prima e non dopo.
Per salvaguardare l’incolumitá pubblica che si sta danneggiando con sconcertante perseveranza da 5 anni, dovremo chiedere in Consiglio comunale la sfiducia di entrambi: Cialente e Riga. Non possiamo essere complici di costoro. Si vedrà chi sceglierá di esserlo.
Vincenzo Vittorini
Capogruppo in Consiglio Comunale
L’Aquila che vogliamo
<span style=’12.00 – L’AQUILA-HINTERREGGIO SI GIOCA REGOLARMENTE
Il terremoto non ha avuto ripercussioni sullo stadio “Tommaso Fattori” dell’Aquila e oggi “si giocherà regolarmente” la partita di calcio di Seconda Divisione L’Aquila-Hinterreggio.
A confermarlo ad AbruzzoWeb è il direttore generale del club rossoblù, Fabio Aureli. (alb.or.)
<span style=’11.45 – GIULIANI, ”MACCHINE IN MANUTENZIONE, POSSIBILI EVENTI MEDI”
Macchine in manutenzione, previsioni impossibili, anche se non si escludono eventi medi.
Così il tecnico aquilano Giampaolo Giuliani, che sostiene di poter prevedere i terremoti attraverso le variazioni del gas radon, spiega su Facebook il mancato allarme fornito nelle ore precedenti alla scossa 3.7 di ieri.
A suo dire, comunque, “non è esclusa la possibilità di eventi di media intensità anche in zone fino ad oggi considerate a basso rischio sismico”.
LA NOTA COMPLETA
Al momento sta funzionando una sola stazione su 3. Fagnano è in manutenzione e Coppito è stata appena caratterizzata.
Possiamo contare solo sulla Stazione di Magliano, le cui anomalie non possono essere confermate dalle altre 2 stazioni.
Questo riduce la possibilità di confermare ed allertare gli eventi. Speriamo di ripristinare le 3 stazioni entro pochi giorni.
Pertanto ciò che consigliamo è di mantenere la massima attenzione sui fenomeni che si stanno manifestando su gran parte della dorsale appenninica.
Non è esclusa la possibilità di eventi di media intensità anche in zone fino ad oggi considerate a basso rischio sismico.
Cercheremo comunque di essere sempre presenti attraverso i nostri siti. Giampaolo Giuliani.
<span style=’11.31 – RIGA: ”IL CENTRO DELL’AQUILA PER ORA RESTA APERTO”
“Il centro resta aperto perché al momento non ci sono elementi che ci inducano a valutare decisioni diverse, sperando che il terremoto si fermi”.
Lo afferma ad AbruzzoWeb l’assessore alla Protezione civile del Comune dell’Aquila, Roberto Riga.
“Abbiamo già chiamato i Vigili del fuoco per qualche intervento di pulizia delle parti via Navelli, via Accursio e via Paganica – aggiunge – ma la situazione al momento è immutata”. (alb.or.)
<span style=’11.05 – CIALENTE: ”TRE TENDE RISCALDATE SEMPRE PRONTE”
“Mi preme ricordare, mio malgrado che questo è un territorio altamente sismico e, purtroppo, proprio perché è impossibile prevedere le scosse, il Comune dell’Aquila, tramite il piano di protezione civile, ha sempre allestite tre tende riscaldate dove i cittadini che per paura sentono l’esigenza di uscire di casa, possono passare la notte”.
Lo afferma in una nota il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, dopo la scossa di grado 3.7 che ieri ha riportato la paura nel capoluogo.
Le tende, si ricorda, si trovano a Coppito (Murata Gigotti), a Paganica (Tenda Amica) e a Bazzano (Tenda Amica). Si tratta di un’informazione fornita alle 10.30 del mattino.
“Oltre le tende, sono indicate con specifica segnaletica anche le aree di raccolta e il piano di protezione civile è da tempo fruibile sul sito del Comune dell’Aquila”, prosegue il primo cittadino.
“Augurandomi, anche da cittadino aquilano, di non doverne fare più uso del piano – conclude – in caso di ulteriori scosse, invito tutti i miei concittadini ad agire secondo coscienza con la consapevolezza che il Comune dell’Aquila è sempre pronto a garantire riparo con strutture adeguate e personale preparato”.
<span style=’10.35 – RICOGNIZIONE IN CENTRO: CADUTI INTONACI, NO NUOVI DANNI
A seguito delle scosse di terremoto che hanno svegliato L’Aquila questa notte, già da alcune ore l’assessore alla Protezione civile, Roberto Riga, l’ingegner Mario Di Gregorio e il funzionario Livio Stefanucci stanno facendo una ricognizione per escludere che la scossa più forte, quella di magnitudo 3.7, abbia causato ulteriori danni a edifici ancora non ristrutturati.
“Da quanto stiamo vedendo – ha dichiarato Riga – al momento la situazione è del tutto invariata, vale a dire il breve sciame notturno non ha causato nessun aggravamento strutturale a edifici ancora lesionati né danni ad altri edifici. Si solo sono staccati degli intonaci per i quali stanno già intervenendo squadre dei Vigili del fuoco”.
<span style=’10.00 – ALTRE DUE SCOSSE NELLA NOTTE
Altre due repliche al sisma di magnitudo 3.7 che ieri ha terrorizzato L’Aquila nelle prime ore di questa mattina.
Sempre con epicentro simile, nel distretto “Gran Sasso”, alle 3.57 c’è stato un terremoto di magnitudo 2.3 mentre alle 4.48 uno di 2.
<span style=’3.41 – PAURA E RABBIA SUL WEB, “DOVE SONO LE ISTITUZIONI?”
Tanti cittadini aquilani si chiedono sul web se è il caso di uscire di casa, oppure se in qualche modo si può stare tranquilli anche se con la borsa pronta per essere afferrata al momento di scappare causa sisma.
Su Facebook c’è anche chi chiede al sindaco dell’Aquila Massimo Cialente se è sveglio e ha sentito “tretteco’”, se insomma si è accorto pure lui della ‘botta’ da 3.7 di magnitudo che ha riportato tra gli aquilani quelle stramaledette sensazioni della notte del 6 aprile del 2009.
Si prova quindi ad assumere comportamenti più precisi e coordinati rispetto alla tanta confusione della notte del sisma di quattro anni fa, notte priva di indicazioni e soluzioni degne di una città che con i terremoti è nata ed è destinata a convivere.
Richiestissimo e anche molto criticato il tecnico Giampaolo Giuliani, impegnato tutti i giorni a monitorare la situazione sotto il sedere della città.
<span style=’3.00 – TANTE REPLICHE, ANCHE 2.3 E 2.7
Altre numerose repliche al terremoto di 3.7 delle 2, le principali con scosse di 2.3 alle 2.03 e di 2.7 alle 2.14.
Una scossa di terremoto di magnitudo 4.8 a 10,7 chilometri di profondità è stata avvertita all’Aquila e anche a Sulmona e Avezzano (L’Aquila). L’epicentro è a Sora, in provincia di Frosinone.
Tantissime le segnalazioni su Facebook. Non si registrano danni a persone o cose.
Molte le persone spaventate, tanta preoccupazione sfogata sul web.
I centralini dei vigili del fuoco dell’Aquila, Sulmona e Castel di Sangro sono stati presi d’assalto, c’è chi chiede se è il caso di passare la notte fuori.
Anche la sala operativa della polizia di Stato ha ricevuto moltissime telefonate, in particolare dalla Marsica e dalla Valle Peligna, le zone dove la scossa è stata avvertita di più.
Oggi un terremoto c’era stato anche nel Pollino in Calabria e ai più legati alle coincidenze non è sfuggito che la forte scossa sia arrivata proprio nel giorno della sentenza per il crollo della Casa dello studente all’Aquila.
LA SCOSSA AVVERTITA IN TUTTO L’ABRUZZO
L’hanno sentita a Roma, ma anche e soprattutto in tante parti d’Abruzzo, la scossa che ha colpito la provincia di Frosinone.
Nell’Aquilano, nella Marsica, nella Valle Peligna, a Pescara, a Vasto (Chieti), il terremoto di magnitudo 4.8 a 10,7 chilometri di profondità che ha colpito alle 22.16 con epicentro tra Sora e Isola del Liri.
L’hanno sentita e si sono spaventati i molti cittadini che hanno preso d’assalto i centralini dei vigili del fuoco.
Nessun danno a persone o cose, ma tanta paura.
Sul web, sui social network, i commenti mostrano tutta la preoccupazione della gente che ha chiesto ai vigli del fuoco se è il caso di passare la notte in casa.
PESCASSEROLI, STRUTTURE ANTISISMICHE PER CHI HA PAURA
A Pescasseroli, centro principale del Parco nazionale d’Abruzzo, l’allarme non è ancora cessato, come ammette il sindaco Anna Nanni, la quale spiega che “sono in continuo contatto con la prefettura all’Aquila”.
Il Comune ha allestito due strutture riscaldate per quei cittadini che non se la sentono di dormire in casa dopo lo spavento seguito alla scossa tellurica il cui epicentro è stato registrato a Sora (Frosinone), località in linea d’aria non molto distante dal centro marsicano.
Per strada questa notte si sono riversati quasi tutti gli abitanti dei comuni meridionali della Marsica come Villetta Barrea, Opi, Civitella Alfedena. Molti dei cittadini si stanno attrezzando per passare la notte in macchina.
Tanta paura anche a Sulmona, come riferisce anche il sindaco Fabio Federico: “Ero a casa in pigiama, ho sentito la botta, mi sono vestito e sono subito uscito in strada”, racconta.
Sulmona è una delle zone a rischio per via di una delle faglie più pericolose di tutti gli Appennini che passa proprio sotto al comune Peligno.
DONNA MUORE PER SPAVENTO A SORA
Una donna di 63 anni di Isola Liri (Frosinone) è morta poco dopo il sisma che stasera ha causato grande paura in Ciociaria.
L’anziana, cardiopatica, si è sentita male forse per lo spavento nei minuti successivi al sisma ed è stata trasferita in codice rosso all’ospedale di Sora, dove è deceduta.



