AMATRICE – Sale a 250 il bilancio delle vittime del sisma che ha sconvolto il centro Italia nella notte tra il 23 e il 24 agosto. Sono 365 i feriti ospedalizzati.

Secondo l’ultimo bilancio diffuso dal Dipartimento della Protezione Civile, che tuttavia teme che finisca peggio dell’Aquila, le vittime sono 190 nel Reatino e 57 nell’Ascolano, tra le quali molti bambini.

Continua lo sciame sismico tra Marche, Umbria e Lazio. La scossa più forte, di magnitudo 4.5, alle 5 e 17 con epicentro ad Accumoli ha fatto crollare altre parti di edifici e reso inagibili alcune strade. Ma le scosse di assestamento, che si sono susseguite per tutta la notte, sono state oltre 60, di magnitudo 2 o superiore. Si aspettano altre scosse. La procura di Rieti ha intanto aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di disastro colposo.

Secondo l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il sisma ha avuto una magnitudo di 6.0, una profondità di 4 chilometri ed è stato registrato alle 3.36 della notte tra martedì e mercoledì con epicentro ad Accumoli, vicino Rieti.

La terra ha tremato per 142 secondi. A questa scossa ne è seguita un’altra di magnitudo 4.4 , alle 3.56, con epicentro ad Amatrice: in questo caso la scossa è durata 60 secondi. Poi ne sono seguite molte altre.

“L’affluenza nelle aree di accoglienza già attrezzate è stata minima la scorsa notte, molto al di sotto delle possibilità ricettive. Questo perché molte persone hanno scelto di trascorrere in auto o i altri ricoveri di fortuna le ore notturne”: è quanto ha detto il capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio, intervistato dal Gr1 sul terremoto che ha colpito il centro Italia.

“È impossibile stabilire il numero dei dispersi a causa del terremoto che ha colpito il centro Italia perchè manca una lista di partenza dal momento che in alcuni dei comuni devastati vi erano molte turisti e molte paersone di passaggio – ha aggiunto – è impossibile sapere quanti sono i dispersi. Continueremo a cercare fino all’ultimo”. 

“Andiamo avanti anche oggi con il soccorso tecnico per la ricerca di persone e per la messa in sicurezza di zone ad alto rischio di crollo. Lavoriamo, inoltre, per la massima assistenza alla popolazione. Solo successivamente – ha concluso – passeremo a definire una seconda fase di interventi”.

PROTEZIONE CIVILE: 5400 LE PERSONE IMPEGNATE, 1000 POLIZIOTTI E 1000 VIGILI

Sono circa 1000 gli uomini delle forze di polizia in campo e più di 1000 le unità del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. A questi si aggiungono 400 unità delle forze armate e più di 3 mila persone che fanno parte del volontariato, delle associazioni locali delle regioni interessate (dalla Croce Rossa, al Soccorso Alpino, alle società che si occupano dei servizi essenziali). 

In questi 3 mila non ci sono le unità delle amministrazioni locali dei comuni coinvolti, le Regioni e le Prefetture e chi lavora “senza essere visto”, per esempio nelle sale operative. Complessivamente è di 5400 il numero del personale impegnato in questo momento. Il dato è stato fornito nel corso della conferenza stampa della Protezione civile, a Roma.

“Stanotte avevamo una disponibilità di posti maggiore rispetto a quel che è stato l’utilizzo. Tanti hanno trovato alloggi alternativi propri”, è stato poi spiegato dalla Protezione Civile. In campo, finora, le due colonne mobili della Regione Lazio e delle Marche, la colonna mobile dell’Umbria e quelle di altre Regioni, “ma ne abbiamo numerose altre pronte a partire. E’ presente sul territorio anche la Regione Toscana, pronta a intervenire”. 

L’ABRUZZO PIANGE TRE VITTIME 

Sono tre le vittime abruzzesi del terremoto che ha devastato il Reatino e alcune zone delle Marche.

Il sisma che ha colpito l’alto Reatino ha ucciso Giampaolo Pace, un carabiniere di origini aquilane, la piccola Marisol Piermarini, figlia di una ragazza, sempre aquilana, scampata al sisma del 2009 e anche, indirettamente, Nello, l’anziano papà di don Stefano Iacono, parroco di Villa Lempa (Teramo), morto per lo spavento.

Pace è rimasto sotto le macerie  dell’abitazione familiare ad Accumoli. 

Era lì per qualche giorno di riposo nella casa della mamma, scomparsa qualche anno fa, quando in piena notte è stato sorpreso dalla devastazione. 

Carabiniere, 43 anni, separato, era in servizio dal 2010 al Nucleo investigativo del Reparto operativo, aveva lavorato a San Demetrio, Rancitelli, e poi all’Aquila. 

Pace era stato anche portiere dell’Asd Coppito. 

Straziante anche la vicenda della piccola Marisol Piermarini. 

Appena 18 mesi, è stata uccisa dal terremoto ad Arquata del Tronto mentre dormiva nel suo lettino. 

Come riporta il Messaggero di oggi, Un destino tragico e balordo visto che la mamma, l’aquilana Martina Turco, si era rifugiata nell’Ascolano proprio dopo il sisma del 2009, insieme al suo compagno Massimiliano. 

Martina è stata ricoverata all’ospedale Torrette di Ancona, dove è stata sottoposta a esami diagnostici approfonditi per scongiurare gravi conseguenze per essere rimasta a lungo sepolta sotto le macerie. 

Il compagno Massimiliano, invece, è stato trasportato al Mazzoni di Ascoli per le ferite riportate in varie parti del corpo, ma non è in pericolo di vita. 

In una stanza del nosocomio è stato invece composto il corpicino di Marisol ed è subito cominciato il viavai dei familiari e dei parenti, sconvolti per la perdita. Su tutti il nonno ascolano Massimo Piermarini: è stato lui la notte scorsa tra i primi a raggiungere l’abitazione di Arquata.