L’AQUILA  – “Le scuole, le università e i centri di ricerca sono la vita della città”.

Lo ha detto il ministro dell’Istruzione e dell’Università, Francesco Profumo, visitando all’Aquila l’istituto superiore Ipsiasar nel quale ha incontrato i dirigenti scolastici e gli studenti del “cratere” del terremoto.

“La ricostruzione passa anche attraverso la ricostruzione di tutte quelle strutture che sono principalmente per la comunità oltre che per i singoli cittadini” ha continuato Profumo, il quale alla domanda dei giornalisti se la visita odierna all’Aquila mostra come il Governo tenga ai giovani del territorio terremotato, ha risposto che “certamente questa non deve essere una visita a spot, ma dobbiamo seguire i giovani passo passo e questo è semplicemente l’inizio”.

Il ministro ha annunciato anche che gli piacerebbe “venire nelle prossime settimane e visitare anche alcune scuole per parlare con gli studenti al fine di trovare con loro una soluzione”.

Il ministro è stato accompagnato dal presidente della Giunta regionale e commissario per la Ricostruzione, Gianni Chiodi, e dal direttore generale dell’ufficio scolastico regionale abruzzese, Giovanna Boda.

“STIAMO LAVORANDO PER RISOLVERE I CASI BISOGNOSI”

“Stiamo lavorando perché si possa andare in questa direzione”.

Così il ministro ha risposto all’istanza presentata dai dirigenti scolastici abruzzesi in merito all’integrazione di docenti per il prossimo anno scolastico in Abruzzo e nel “cratere” del terremoto.

I dirigenti scolastici, in particolare, hanno chiesto 100 posti in più rispetto ai 260 autorizzati in deroga per l’anno scolastico in corso e, di questi 100, 60 da destinare all’Aquila, e rispetto al personale Ata (Aiutanti tecnici amministrativi) l’istanza prevede anche una richiesta di ulteriori 350-400 unità, di cui 65 in più per le scuole dell’Aquila “anche alla luce della presenza di numerosi moduli a uso scolastico provvisorio (Musp) che comunque hanno bisogno di gestione”, ha sottolineato il preside del Liceo Classico dell’Aquila, Angelo Mancini.

“’Al ministro abbiamo chiesto maggiore attenzione per L’Aquila che deve respirare maggiormente – ha continuato Mancini – la scuola merita questa attenzione perché oltre che alla funzione culturale, dopo il terremoto ha aggiunto una più importante funzione sociale”.

“PIU’ FONDI IN GENERALE SULL’UNIVERSITA’ E LA RICERCA”

A proposito della necessità di integrare i fondi per la ricerca al fine di evitare la fuga dei cervelli, Profumo ha sottolineato che “il governo ha previsto più fondi in generale su università e ricerca”.

“Dovremo vedere la partita in termini complessivi – ha precisato ancora – quindi cercare di ottimizzare le risorse e utilizzarle nel miglior modo possibile”.

Sul fatto che c’è bisogno di un’inversione di tendenza rispetto al precedente governo, Profumo ha spiegato che “lo stiamo facendo, stiamo lavorando su questo tema del multifondo dove ci sono più fondi per la ricerca e l’università”.

GRAN SASSO INSTITUTE: “CI STIAMO LAVORANDO”

Profumo ha infine annunciato la presentazione nel suo intervento al Forum Ocse “Abruzzo verso il 2030” presso i laboratori di fisica del Gran Sasso ad Assergi (L’Aquila), il progetto denominato “Gran Sasso Institute”.

Si tratta di una scuola di alta formazione che assegna il dottorato che nasce dalle scienze di base in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dove avrà sede, e l’Università. Il finanziamento è di circa 12 milioni di euro all’anno che saranno assicurati dalla Regione Abruzzo e dal commissario per la ricostruzione.

Al termine dei 4 anni ci sarà una valutazione, determinante perché la scuola diventi permanente. “Ci stiamo lavorando e al convegno Ocse ne parleremo”, ha concluso il ministro.