L’AQUILA – “Il lavoro che spetterà a brevissimo al Parlamento, e io mi sento in prima linea per l’esperienza vissuta all’Aquila, è di predisporre questo programma pluriennale di risanamento e restauro del bene più prezioso, i borghi e il patrimonio storico e culturale, pere Renzo Piano ci vorranno due generazioni”.

Lo annuncia ai microfoni di AbruzzoWeb la senatrice aquilana del Partito democratico Stefania Pezzopane annunciando il suo lavoro sul programma “Casa Italia” alla ripresa dei lavori parlamentari.

“Questa ennesima calamità naturale nel territorio a noi prossimo è una prova ulteriore che viviamo in una condizione di estrema fragilità – dice in relazione al sisma del Centro Italia – L’Appennino è a vero e alto rischio sismico, ci vuole un approccio non più fatalista e schizofrenico nei confronti del terremoto, ma scientifico, rigoroso e molto serio”.

Ritornando alla scossa del 24 agosto, per la senatrice “alle 3.36 abbiamo rivissuto lo stesso urlo dell’orco e lo stesso tremore micidiale della terra, ci hanno risvegliato a tradimento. Sappiamo che cosa significa – continua – dopo poche ore mi sono precipitata ad Amatrice e poi ci sono tornata più volte per suggerire e fare della nostra esperienza una testimonianza per evitare quello che è andato male e mettere a regime quello che è andato bene”.

La città laziale, “che amo molto, mi ha fatto pensare immediatamente a Onna con una scala diversa, perché è più grande. Ho visto corpi a terra e tanta disperazione, questa volta la macchina degli aiuti, rodata da esperienze precedenti, è stata molto efficace”.

“Anche perché – rileva in conclusione – qui eravamo in 120 mila a non avere più un’abitazione. Quello che sconvolge è il rapporto tra gli sfollati, che sono poche migliaia, e il numero di morti, esageratamente alto”, conclude. (alb.or.)