L’AQUILA – “Affermare che tutti sono responsabili allo stesso modo equivale a dire, in maniera gattopardesca, che non lo è nessuno”.
Lo afferma l’assessore comunale alle Politiche sociali del Comune dell’Aquila, Stefania Pezzopane, in una lettera aperta che risponde alla richiesta di dimissioni spedita a lei e ad altri politici e tecnici dall’associazione “309 martiri” per quanto accaduto il 6 aprile 2009.
“Invece – prosegue l’ex presidente della Provincia – le responsabilità sono individuali e differenti, come lo sono i ruoli e le competenze che il dettato costituzionale assegna a ciascun soggetto”.
La Pezzopane si scaglia per lo più contro la commissione Grandi rischi, per la quale è appena cominciata l’udienza preliminare, a conclusione dell’inchiesta della procura dell’Aquila.
Commissione che, secondo l’ex presidente della Provincia, “ci ha tranquillizzato, ci ha rassicurato, ci ha detto che avremmo potuto dormire tranquilli dentro le nostre abitazioni e che non ci sarebbe potuto capitare niente. In molti – accusa – le hanno creduto e non hanno abbandonato la loro casa dopo le prime minacciose avvisaglie”.
Quanto alle sue responsabilità personali, la Pezzopane ricorda che “non ho mai ricevuto alcun invito a partecipare alla riunione del 31. Se fossi stata presente – assicura – avrei detto a gran voce, come ho sempre fatto, che in quei giorni nessuno di noi era tranquillo”.
“Non ho mai smesso di lottare per la verità – aggiunge – e se mai ce ne fosse ancora bisogno, se mai c’è ancora qualcuno che non ha capito che non siamo tutti uguali e che non abbiamo tutti le stesse responsabilità, sono pronta a prendere nuovamente le distanze da chi ci ha mentito”.
Insomma per l’assessore comunale ci sono profili diversi di responsabilità e ben delineati.
“Ci sono persone che hanno messo in pericolo le nostre vite – conclude – e ci sono persone che alle 3.32 hanno rischiato anche la vita e l’hanno rischiata assolvendo il compito istituzionale per cui erano state elette e si sono prese cura dei loro cittadini”.



