L’AQUILA – Tutto l’Abruzzo diventa territorio sismico e i Comuni dovranno attenersi alla nuova legge regionale per la riduzione del rischio che pone una serie di rigidi paletti e fissa per loro conto il grado di pericolosità sismica di ciascun territorio, un potere sottratto alle amministrazioni locali.

I Comuni, inoltre, dovranno adottare nuovi strumenti urbanistici e  provvedimenti amministrativi in relazione alla pericolosità del territorio in cui sono ricomprese.

Quanto al Comune dell’Aquila, finalmente, è il caso di dirlo, sarà inserito nella zona di massima pericolosità.

Ad annunciare le novità in un incontro con i cronisti sono stati il presidente e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, e l’assessore con delega alla Protezione civile Gianfranco Giuliante.

“Presentare all’Aquila la legge per riduzione rischio sismico è un atto dovuto – ha detto Giuliante – Farlo a dieci anni dall’obbligo del recepimento della normativa nazionale è stato come far saltare il tappo dell’equivoco, che abbiamo pagato caro”.

“Dovendo scegliere tra snellimento delle procedure per interventi edilizia in zone sismiche e la tutela della pubblica incolumità, la politica è rimasta paralizzata, mantenendo in piedi un sistema legislativo, in contrasto con quello che anche le sentenze della Corte Costituzionale, ma sarebbe bastato anche il buon senso, hanno considerato l’interesse preminente. Oggi, con questa legge, in clamoroso ritardo poniamo fine a quest’ignominia”.

LA LEGGE: ”305 COMUNI AD ALTO E BASSO RISCHIO SISMICO”

Nel documento è prevista la rimodulazione del territorio abruzzese, “che nella sua interezza sarà considerato sismico”, ha spiegato l’assessore.

“Non ci sarà più alcun Comune che non possa essere considerato senza rischio sismico – ha aggiunto Giuliante – anche se con differenziazioni tra le zone ad alto e basso rischio sismico, tra i 305 Comuni. Ben 249 Comuni saranno in fascia alta”.

Verrà inoltre abrogata la legge regionale in vigore sullo snellimento delle procedure di approvazione per le costruzioni, la numero 138/1996, che “conteneva non poche contraddizioni a cominciare dai controlli a campione sulle pratiche edilizie e, tra le altre cose, attuava lo snellimento delle procedure per gli interventi edilizi nelle zone sismiche, in palese contrasto con la legge 380/2001 che parlava di preventivo rilascio dell’autorizzazione”.

I Comuni dovranno individuare aree con grado di pericolosità locale e microzone in cui il rischio è più alto. Un processo definito “inedito”. “Inoltre – ha aggiunto Giuliante – i Comuni dovranno adeguare tutti gli strumenti di pianificazione urbanistica, tenendo conto delle previsioni di questa legge”.

Quanto alla Provincia, “sono delegate le funzioni di costruzione di un piano di coordinamento provinciale e di vigilanza e autorizzazione per le problematiche dei territori a rischio”.

CHIODI: ”LEGGI NON ERANO ADEGUATE, SORPRENDENTE”

“Dopo il terremoto – ha spiegato Chiodi –  ci siamo sorpresi che le norme abruzzesi non fossero adeguate alle esigenze di salvaguardia della popolazione. Abbiamo bisogno di una legislazione rigorosa,attenta e all’avanguardia. Ora partirà un percorso migliorativo in Consiglio regionale. Appena entrato, Giuliante ha dato l’impulso definitivo a questo provvedimento”.