L’AQUILA – “Centinaia di tonnellate di viveri, migliaia e migliaia di capi di abbigliamento, camion di coperte, giocattoli e altro ancora” solo nelle prime 24 ore è stato raccolto da centinaia di volontari nel quartiere di Pile, all’Aquila, dall’associazione Azimut in collaborazione con la Caritas, per i terremotati di Amatrice, Accumoli e gli altri centri colpiti.

Ma dalla parrocchia di San Giovanni Battista arriva anche un duro affondo nei confronti della Curia aquilana: “La nostra comunità, è divenuta centro di riferimento per più di cinquemila persone che sono passate da qui, e se questo ci fa immensamente piacere, dall’altra ci chiediamo, mi chiedo, dove sia il resto di questa porzione di Chiesa dell’Aquila?”, si legge in un post apparso sul sito internet della parrocchia guidata da don Ramon Mangili.

“Forse aspetta le scosse di assestamento per iniziare a fare qualcosa – continua il post – oltre a programmare una scontata colletta per il 18 settembre? Che imbarazzo! Che vergogna dopo tutto quello che è stato fatto per noi nel 2009 ed in tempi record…che dire, ai posteri l’ardua sentenza”.

Il tam-tam per la raccolta dei beni è rimbalzato sui social, e “come sempre il cuore generoso di tante, tantissime persone, ci ha letteralmente travolto e lasciati senza parole se non ‘Grazie'”.

L’aiuto dell’amministratore unico dell’Azienda farmaceutica municipalizzata (Afm), Giorgio Masciocchi, è servito a raccogliere anche “materiale sanitario urgente che già ieri pomeriggio, e poi ancora in serata, abbiamo recapitato ai punti di raccolta che ci avevano contattato direttamente o indirettamente”, si legge ancora sul sito della parrocchia.

Dai volontari poi un ringraziamento a “tante ditte del nostro territorio, a tanti artigiani e privati che hanno messo i loro mezzi a disposizione”, consentendo di effettuare numerosi viaggi fino a notte fonda.

Gesti di solidarietà, fanno sapere ancora dalla parrocchia di Pile, sono arrivati da ogni dove, Ravenna, Trieste, Milano, Venezia, Palermo. (m.sig.)