L’AQUILA – “Evitare la sindrome di accerchiamento, dialogare con la Caritas e rispettarla”.

Il senatore del Partito democratico Luigi Lusi stronca così il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che oggi in conferenza stampa ha replicato duramente alle accuse di monsignor Vittorio Nozza, direttore della Caritas italiana, che sulle pagine del settimanale Famiglia Cristiana ha accusato il Comune di aver ostacolato la realizzazione di 17 progetti.

“Maggior rispetto per la Caritas – tuona Lusi, nato a Roma ed eletto in Liguria, ma originario di Capistrello (L’Aquila) – che da sempre svolge un servizio gratuito e senza scopi di lucro per tutti coloro che hanno bisogno, senza distinzione alcuna”.

“La Caritas – prosegue – raccoglie fondi della cui destinazione è e resta l’unica responsabile, ma se nel destinare quei fondi ha bisogno dell’intervento degli Enti locali per le rispettive competenze, questa dialettica è legittima, sana e va rispettata. Nell’interesse di tutti”.

Secondo Lusi, “non paga la sindrome da accerchiamento: non produce frutto nei confronti del dramma che solo gli aquilani sanno come lo stanno vivendo né chiarisce i problemi veri che sono sul campo, ma determina solo un progressivo isolamento del dramma e delle persone che lo subiscono”.

“E tutto questo – afferma – va assolutamente evitato, mantenendo sempre aperto il dialogo tra istituzioni ed enti caritatevoli ai quali ultimi va reso onore per la meritoria e gratuita opera che svolgono sempre e in qualsiasi condizione”.

“Quando si pone un problema, come ha fatto l’autorevole direttore della Caritas nazionale – conclude Lusi – si risponde alzando il telefono e proponendo un immediato incontro fra le parti con l’obiettivo di chiarire e definire le questioni aperte mediante l’avvio di procedure amministrative volte all’emanazione dei necessari provvedimenti amministrativi. Anche così si fa l’interesse degli aquilani, obiettivo da sempre perseguito dagli amministratori locali”.

ARTICOLI CORRELATI:

CIALENTE CONTRO LA CARITAS: ”L’AQUILA NON E’ MISSIONE IN AFRICA”