L’AQUILA – “Dopo l’ordinanza di interdizione del centro dell’Aquila abbiamo effettuato controlli sui puntellamenti, mettendo la pubblica via in sicurezza. Abbiamo riscontrato solo tre casi di strutture non completamente sicure, su cui stiamo lavorando. In particolare, stiamo effettuando integrazioni su alcuni cornicioni pericolosi”.

A renderlo noto a margine dell’incontro sul presidio sanitario per i cantieri in centro all’Aquila, l’ingegnere del Comune, Giuseppe Galassi, che si è espresso sui provvedimenti presi dopo l’ordinanza di chiusura del centro storico, emanata il 6 settembre dal sindaco Massimo Cialente dopo la ripresa dello sciame sismico.

Le ditte tornate a lavorare dopo la riapertura del centro storico sono una trentina (si arriva a quota 40 con i subappalti) su un totale di circa 100, e sono quelle che hanno presentato il piano di emergenza integrativo richiesto espressamente dell’Ufficio di coordinamento.

“Per essere più precisi – specifica il responsabile dell’Ufficio di supercoordinamento della sicurezza dei cantieri del centro, Maurizio Ardingo – abbiamo preteso dalle imprese anche prove video sulle simulazioni di evacuazione in caso di sisma”.

Sempre nell’ottica della sicurezza, l’Ufficio di super coordinamento dei cantieri del centro storico fornisce anche un supporto formativo ai lavoratori delle ditte edili, con lezioni mirate che avvengono due volte a settimana nella struttura dove ha sede L’Ispesl, sempre nei pressi di San Bernardino.

“Grazie anche alla formazione – aggerma Ardingo – gli infortuni che si sono verificati nei cantieri del centro dall’1 di marzo sono solo 2, e comunque sotto i 40 giorni di prognosi”. (e.m.)