L’AQUILA – È polemica all’Aquila per l’assenza del sindaco, Pierluigi Biondi, alla manifestazione “Le vittime non hanno colpa” per protestare contro la sentenza shock che ha stabilito il concorso di colpa per alcune delle vittime morte nel crollo di uno stabile in via Campo di Fossa, la notte del terremoto del 6 aprile 2009.
Alcuni familiari delle vittime e cittadini presenti al sit-in, tra la villa comunale e palazzo dell’Emiciclo, sede del Consiglio regionale, hanno lamentato la mancata partecipazione del sindaco, di FdI, commentando sul suo profilo Facebook un post nel quale augurava una buona domenica, “perfetta per respirare la nostra aria di montagna”.
Così, il primo cittadino, ha replicato tra i commenti: “Sono stato a passeggiare con i miei figli – che non vedo mai – intorno all’ora di pranzo. Credo sia un diritto e un dovere di ogni genitore, soprattutto se passa gran parte del suo tempo a lavoro. Le motivazioni della mia assenza questa mattina sono ampiamente esplicitate nella lettera che ho consegnato alla organizzatrice della manifestazione, la quale – e la ringrazio perché era una sua facoltà – ha deciso di riferire le mie parole a chi si è ritrovato all’Emiciclo”.
“Non ho avuto ‘altro da fare’: ho solo coerentemente aderito a un’impostazione che non deriva da un sentimento personale ma dal rispetto del ruolo istituzionale che gli aquilani mi hanno assegnato. L’impegno in favore delle vittime del sisma, e dei loro familiari, è nei gesti concreti. Per tanto tempo abbiamo atteso un luogo della memoria e adesso, grazie all’amministrazione che guido da oltre cinque anni, c’è. Da qualche giorno c’è anche una norma che prevede la riserva nei concorsi pubblici per chi ha perso un parente la notte del 2009: nessuno ci aveva mai pensato, l’abbiamo fatto noi. Se ci sono finalmente tutti i soldi per finanziare la ricostruzione del cratere è perché qualcuno, due anni fa, ne ha fatto una battaglia nazionale, mentre il sarcasmo del Pd locale derubricava la cosa a un mio puntiglio. Ognuno risponde alla sua coscienza, io sono certo di aver sempre fatto il mio dovere e il massimo, da 13 anni a questa parte, ogni giorno della mia vita”, ha concluso Biondi.
Nella lettera inviata dal sindaco e letta questa mattina da Rita Innocenzi, tra gli organizzatori della manifestazione e candidata indipendente del Pd alle elezioni del 25 settembre scorso, si legge: “Ritengo doveroso sottrarre l’istituzione che rappresento dal giudizio verso l’operato di un’altra istituzione, indipendente, dello stato di diritto e custode del potere giudiziario, sancito dalla nostra Costituzione”.
“Non mi è sfuggito-, d’altro canto, come una parte della città abbia ravvisato un ritardo nell’espressione del mio pensiero riguardo alla vicenda. A tal proposito, coerentemente con il criterio appena esposto, approfitto di questa occasione, esclusivamente a voi dedicata, per precisare che ho ritenuto di dover attendere un confronto con l’associazione rappresentate dei magistrati per parlarvi. In maniera concreta, proprio perché confido nelle istituzioni, perché so quanto incidono sulla vita delle persone, perché la legge prevede più gradi di giudizio, a garanzia dell’equità, e perché è su queste basi normative che la convivenza civile si poggia”.
“In attesa che si risolvano i gradi di giudizio che, mi auguro, facciano piena chiarezza sulla vicenda, ogni aquilano, ogni esponente delle istituzioni, può fare la sua parte per rinsaldare la memoria, onorare la sua storia, curare il ricordo delle nostre vittime”.
“Credo fortemente nella giustizia e nel sistema giudiziario italiano, nei confronti dei quali i sentimenti di reiterata fiducia vanno riposti anche quando vengono messi in discussione”.






