BERGAMO – Un progetto innovativo di nome Earthquake Network, realizzato in totale autonomia e senza finanziamenti da un ricercatore bergamasco, Francesco Finazzi, sfrutta l’accelerometro degli smartphone per inviare un segnale di allerta terremoto in tempo reale a quegli utenti che hanno installato l’app sui loro dispositivi mobili e che si trovano nelle aree interessate dalla scia sismica. 

Un’applicazione che è già stata scaricata da più di un milione e duecentomila utenti, soprattutto in Sudamerica, terra notoriamente soggetta a movimenti tellurici di forte intensità.

L’ambito di utilizzo dell’app spazia dall’allerta sisma alla segnalazione in tempo quasi reale dell’epicentro, il che potrebbe consentire un più rapido intervento dei soccorsi nelle zone colpite, grazie a una localizzazione precisa e rapida. 

Solo il 5 per cento dei download riguarda però il nostro paese, segno che ancora il discorso prevenzione non riesce a far presa sulla popolazione. 

La storia di questo progetto, che potrebbe essere un aiuto per non farsi cogliere impreparati in caso di forte scossa, con tutte le variabili del caso, è stata raccolta nei giorni scorsi dal quotidiano l’Eco di Bergamo e rimbalza a giusto proposito in centro Italia visti gli ultimi tragici avvenimenti e considerata la sismicità elevata del territorio.

Finazzi a Bergamo è ricercatore presso l’università cittadina, e nel 2013 ha l’intuizione di provare a sfruttare questo sistema interno agli smartphone e tablet: un sistema che rileva appunto le variazioni di accelerazione, ovvero di posizione e movimento, del dispositivo o di chi lo sta utilizzando, per mettere in atto poi una serie di operazioni conseguenti, come ad esempio la rotazione dello schermo. 

Questa combinazione di sensori in parte elettronici e in parte meccanici, percepisce le variazioni di oscillazione dell’ambiente circostante, e l’applicazione sviluppata da Finazzi si basa sull’idea che “se una rete di smartphone in una stessa zona inizia a riscontrare movimenti nel medesimo istante, c’è solo un evento che può determinare tali spostamenti, il terremoto – spiega lo stesso docente -. A quel punto l’applicazione invierà un alert a tutti gli utenti che l’hanno scaricata”.

“Considerato che un terremoto può viaggiare fino a 5 chilometri al secondo e che alcune volte le scosse possono durare anche sessanta secondi, se il sisma viene rilevato immediatamente da un dispositivo che si trova proprio in quel punto, l’app potrà avvisare la popolazione che si trova sull’onda lunga prima che sia raggiunta. Potrà in qualche modo farsi trovare pronta e mettersi al riparo”, precisa.

L’efficacia del sistema dipende anche dalla diffusione: più utenti hanno il programma installato sui loro dispositivi mobili, più le rilevazioni saranno precise.

Il progetto tutto italiano ha avuto una buona risonanza all’estero, tra download e pubblicazioni su riviste scientifiche e può essere utile per alzare il livello di attenzione sul discorso prevenzione.

Si può provare a non farsi cogliere impreparati da un terremoto e anche un app potrebbe fare la sua parte.