L’AQUILA – “Stiamo facendo la stima ma prima di dire la dimensione del cratere dobbiamo essere certi e sicuri”.

Così il capo della Protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio, nel fare il punto sui comuni più colpiti in Abruzzo dal sisma del 24 agosto scorso, all’Aquila in prefettura a margine della riunione congiunta dei Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica dell’Aquila e Teramo.

Curcio non lo dice ma è certo che il cratere sarà più ampio rispetto al novero dei cinque comuni inseriti nela prima lista, Campotosto, Capitignano e Montereale in provincia dell’Aquila e Valle Castallana e Rocca Santa Maria im quella di Teramo.

“Il cratere sismico si definirà sulla macrosismica, sono in via di definizione gli ultimi sopralluoghi. La parte dei danni invece è la più puntuale che prenderà tempo ancora per qualche settimana. I dati sono pubblicati a mezzo stampa e sul sito della protezione civile. La cosa importante da comprendere è che questi dati hanno necessità di un tempo tecnico di verifica”, spiega ancora Curcio il quale rocorda “la disponibilità del sindaco Cialente che ho sentito la notte stessa dell’evento sismico”.

In riferimento ai 90 sfollati di Amatrice e Accumoli (Rieti) ospitati all’Aquila, nel progetto C.a.s.e., il mega insediamento abitativo realizzato dopp il sisma del 6 aprile per ospitare oltre 16mila aquilani rimasti senza casa, Curcio ha sottoloneato che “sono scelte del territotio, abbiamo 90 persone che hanno fatto questa scelta e sono ospitate nel progetto, se ce ne saranno altre sarà assolutamente positivo perché sarà un risparmio anche per lo Stato. In quanto queste strutture già esistono, però se la linea è di difendere le scelte del cittadino, questo dobbiamo fare”.

ERRANI, “TRASPARENZA E LEGALITA’ IRRINUNCIABILI”

“La trasparenza, la legalità sono principi irrinunciabili che devono trovare piena sostanza nell’azione, nelle norme che riprenderemo nel decreto legislativo che stiamo elaborando”.

Così il commissario straordinario per la ricostruzione, Vasco Errani, all’Aquila in prefettura a margine della riunione congiunta dei Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica dell’Aquila e Teramo “al fine di individuare e condividere azioni a presidio della legalità” nell’attività di gestione dell’emergenza in conseguenza del sisma del centro Italia del 24 agosto scorso.

Alla riunione hanno preso parte tra gli altri il capo della Protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio, e il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso.

“Nel frattempo piena cllaborazione con le prefetture e con le istitiuzioni così da costruire un confronto per presidiare tutte le fasi dell’emergenza fino alla ricostruzione”, ha aggiunto Errani.

Rispondendo alla domanda dei cronisti sul modello da seguire per prevenire le infiltrazioni della malavita organizzata nella ricostruzione del centro Italia, il commissario ha detto: “Faremo riferimento a tutti i modelli che hanno funzionato, all’Aquilla, a Bagnoli, all’Expo, all’Emilia, e cercheremo di rendere sempre più efficace sul camnpo il costrasto ad ogni forma di infiltrazione e di illegalità”.

“Il contrasto all’illegalità da parte della Protezione Civile è un’azione condivisa con la struttura commissariale e con il commissario” ha detto Curcio.

“Com’è noto le responsabilità e i tempi sono diversi, noi ci stiamo occupando ancora della parte emergenziale, Errani si occuperà della parte di ricostruzione, a partire dall’emanazione del decreto – spiega Curcio – Intanto chiederemo ai prefetti dei vari territori questi comitati d’ordine e sicurezza pubblica, per sensibilizzare i territori e i sindaci nell’affidamento delle somme urgenze, poi stiamo ragionando con il ministero dell’Interno con protocolli operativi che consentono di fare verifiche a chi ha già operato”.

“C’è resistenza, ma il tempo, è evidente, non permette di stare ancora in tenda”, ha aggiunto il capo della Protezione civile.

“Si sta verificando la fase di assistenza nei campi, c’è da tempo l’impegno per liberare le zone attendate, ovviamente nel rispetto delle volontà dei cittadini che ancora hanno difficoltà a muoversi dal territorio – spiega ancora Curcio – Le soluzioni per gli sfollati sono quelle note: il contributo di autonoma sistemazione (Cas), gli alberghi, l’aumento delle verifiche di agibilità”.