L’AQUILA – Arrivano i predoni delle “zone rosse”.
I centri storici del comune dell’Aquila stanno infatti diventando un territorio di caccia privilegiato per gli sciacalli che, dopo aver atteso pazientemente per due anni, hanno ora campo libero per via di una sorveglianza che si è sempre più diradata, fino a diventare del tutto inesistente.
Dato che è più difficile agire nel centro del capoluogo, dove c’è ancora l’esercito a pattugliare, le attenzioni dei ladri si sono spostate sulle frazioni, dove sono rimaste solo le transenne, neanche tutte, e si può entrare e uscire indisturbati dalle zone più danneggiate dal sisma e disabitate.
Mobili, oggetti, perfino pezzi di case: tutto quello che non è stato messo al sicuro dai proprietari finisce nelle mani dei predonim che poi possono far restaurare e smerciare comodamente le antichità scovate tra le macerie.
Le ultime segnalazioni arrivano dalla frazione di Paganica, dove sono partite numerose denunce contro ignoti, che probabilmente resteranno del tutto vane.
Nella classifica degli oggetti più presi di mira svettano al primo posto i mobili antichi. Cassepanche, “arche” o “madie”, ma anche tavoli di legno massello e sedie impagliate sono i più gettonati.
Non sono sfuggite ai predoni neanche radio d’epoca a valvole, ricercatissime dal mercato dei collezionisti, e i grammofoni: veri e propri tesori che i nonni, ignorando il loro valore d’epoca, magari tenevano impolverati in cantina.
Ci sono anche ladri più terra terra che arraffano vasellame e pentolame: piatti e bicchieri di porcellana, pregiata o meno che sia, se rimasti illesi dopo le scosse, hanno preso il volo dalle case distrutte dal sisma. Per non parlare delle pentole di rame, anche decorate e di valore, depredate senza pietà.
I malfattori più privi di scrupoli non esitano, inoltre, a portare via interi pezzi di case: non certo le macerie e i calcinacci, quanto stipiti in pietra, lavorati, soglie di porte e finestre, perfino scale di marmo. Non sfugge nulla.
La new entry dei furti, infine, sono i discendenti di rame, le canale per l’acqua piovane, e qui a interessare non è l’oggetto in sé quanto il materiale di cui è fatto: ottimo conduttore elettrico e impiegato nell’edilizia e nell’industria, l’“oro rosso” viene infatti rivenduto al mercato nero anche 10 euro al chilogrammo.



