L’AQUILA – È tornato il panico dopo le due scosse a poche ore di distanza l’una dall’altra nella zona dell’Alto Aterno. Stare all’erta, questo è il messaggio dello studioso di terremoti Giampaolo Giuliani.
“La mia strumentazione aveva previsto questa evoluzione. La situazione più a rischio è in un raggio tra 25 e gli 80 chilometri ed il fulcro delle attività più intense è individuato a Montereale. C’è un aumento sia di eventi sia di grado sismico: esattamente come è accaduto all’Aquila più di un anno fa Ad essere interessata è la dorsale appenninica, dall’Abruzzo all’Umbria, nei pressi del Comune di Foligno, area Castel Ritaldi. Come ha smesso quella zona ha ripreso Montereale”
Ad onor di cronaca solo sabato scorso Giampaolo Giuliani aveva scritto sulla sua bacheca facebook:
“30 km raggio L’Aquila, Rn 2500 sopra soglia. Attività sismogenetica come nelle 24h precedenti. Prestare la massima prudenza nella zona umbra, per un raggio di 25-30 km con centro Castel Ritaldi, dove insiste attività sismica di media intensità.”
Effettivamente nella zona attorno Perugia e i comuni di Castel Ritaldi, Trevi e Giano nel weekend è stata molto elevata l’attività sismica con terremoti di media intensità (il più forte di magnitudo 4 proprio nel capoluogo umbro).
“Negli ultimi mesi ci sono stati più di 1800 eventi sismici, 1936 per la precisione – dichiara Giuliani – E’ aumentata l’intensità: da 2 a 3.1, a 3.6 di questa notte. In questi casi, non voglio terrorizzare nessuno sia chiaro, l’attività può aumentare fino ad un grado maggiore, 4, 4.2. Forse ancora di più, non è possibile prevederlo. Nelle prossime 24 ore la strumentazione registra un aumento di attività con eventi nell’aquilano in un raggio di cinque chilometri. Nell’area di Montereale il raggio si estende a 25 chilometri: il radon è più alto, 2500-2700. Bisogna tenere alta la tensione, c’è stato un aumento di magnitudo in poche settimane”.
L’ex tecnico di laboratorio dei laboratori Infn invita le perse a mantenere la calma, tenendo sempre alta l’attenzione, e rivolge un appello ai rappresentanti delle Istituzioni:
“In caso di una scossa più forte delle altre le persone dovrebbero uscire di casa e le Istituzioni dovrebbero predisporre dei centri di raccolta, anche una tenda, dove far convergere le persone, specialmente quelle più anziane. Si tratta di fare prevenzione, quella che non c’è mai stata fino al terremoto del sei aprile 2009 e che ancora non c’è. Se ci sono le nuvole piene d’acqua e non cade una goccia non è detto che non pioverà. Ho chiesto una riunione col sindaco dell’Aquila non per esporre ai suoi tecnici i miei studi ma per fare un quadro della situazione secondo le rilevazioni e gli eventi che ci sono stati. Lui per primo deve pensare al benessere dei suoi cittadini”. (g.a.)



