L’AQUILA – “Senza lavoro L’Aquila verrà cancellata. Accanto alla ricostruzione si deve puntare sull’occupazione e sui nuovi insediamenti”.
È quanto affermato dal segretario regionale Cisl, Gianfranco Giorgi, nel corso della conferenza stampa che si è svolta stamani, all’Aquila.
“Sono 1.500, attualmente, i lavoratori in cassa integrazione in deroga, dopo il sisma del 6 aprile. Lavoratori che – ha proseguito Giorgi – percepiscono mediamente 800 euro mensili e ai quali è stata applicata una decurtazione, con il rinnovo della cassa integrazione a luglio, di circa cento euro al mese. Se ci sarà una seconda proroga della cassa, a fine anno, il taglio previsto dalla normativa nazionale arriverà al 30 per cento”.
Giorgi ha messo in evidenza come “per il territorio terremotato sia stata applicata una normativa nata per altri scopi”.
“Il Governo centrale e la Regione – ha detto – devono prestare maggiore attenzione all’economia locale, agevolando l’immediata applicazione della zona franca, con finanziamenti certi e rapidi, che incentivino l’approdo all’Aquila di nuove realtà imprenditoriali”.
Gino Mattuccilli, rappresentante territoriale della Fim-Cisl, ha sottolineato “la necessità che la Regione ragioni sul distretto industriale dell’Aquila, che sta continuando a perdere pezzi. L’emergenza terremoto non può essere gestita come ordinaria amministrazione. All’Aquila c’e’ una profonda crisi industriale che si è aggravata con il sisma”.
“Pensiamo a grandi aziende come Technolabs, con 150 addetti, che è in grandi difficoltà, alla Otefal, a rischio chiusura, al gruppo Compel.
“Abbiamo circa 600 lavoratori della grande industria in cassa integrazione – ha aggiunto Mattuccilli – a cui si aggiungono i 1500 della cassa integrazione in deroga causa sisma”.
“Uno scenario fosco, che richiede interventi urgenti da parte delle istituzioni locali e del Governo centrale” – dice la Cisl.



