ROMA – La bara avvolta dalla bandiera tricolore su cui è stato appoggiato il suo cappello da carabiniere e una grande corona di rose rosse. Colleghi, amici, i vertici dell’Arma e magistrati con cui nel corso degli anni ha lavorato hanno voluto salutare per l’ultima volta il maresciallo dei carabinieri Giampaolo Pace, tra le vittime del terremoto del Reatino, deceduto nel crollo dell’abitazione di famiglia ad Accumoli.
I funerali si sono svolti nella chiesa di San Giovanni Crisostomo, nel quartiere Montesacro, dove il maresciallo era stato battezzato e aveva ricevuto i sacramenti.
Tra i presenti il Comandante Generale dell’Arma, il generale Tullio Del Sette e il Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Perugia, Fausto Cardella, già Procuratore dell’Aquila, città in cui Pace si era impegnato fin dai primi giorni dopo il sisma abruzzese proprio nelle attività di indagine conseguenti alla ricostruzione.
“La morte sembra la vittoria della morte sulla vita, ma sembra – ha detto il sacerdote durante l’omelia – In questi giorni abbiamo visto tanto dolore ma anche tanto bene. Il terremoto del bene e’ piu’ forte di quello del male e il terremoto della vita di quello della morte”.
“Ha saputo essere un carabiniere esemplare”, ha detto il generale Del Sette, prendendo la parola al termine dei funerali.
“La tua vita lascia un segno profondo all’interno istituzione – ha proseguito Del Sette ricordando che il maresciallo, figlio di un carabiniere, era nell’Arma da 24 anni – hai saputo vivere una vita esemplare da carabiniere. Così ti ricorderemo tutti”.






