L’AQUILA –  “Il ministro per i Beni culturali Dario Franceschini dice che si ricostruirà tutto in cinque anni? Io vengo dall’esperienza della Concordia, e vi posso garantire che anche nelle piccole cose non è  facile rispettare i crono-programmi, le variabili sono tante e complesse. Al di là delle scadenze, l’importante è però lavorare, e farlo bene, come state facendo qui a L’Aquila”

Lo ha detto il capo della Protezione civile nazionale, Franco Gabrielli, ed ex prefetto dell’Aquila nel post terremoto, oggi in visita all’Ufficio speciale della ricostruzione dei comuni del cratere, a Fossa (L’Aquila), accolto dal direttore Paolo Esposito, dal prefetto Francesco Alecci, e dai sindaci rappresentanti delle otto aree omogenee del territorio colpito dal sisma del 6 aprile 2009.

Esposito ha illustrato i numeri del lavoro svolto finora dai suoi uffici, dati che dimostrano come la macchina burocratica della ricostruzione dopo un lungo rodaggio, giri finalmente con un buon ritmo. E il risultato è che sono stati aperti 807 cantieri di cui 223 all’interno di centri storici, 2.500 abitazioni, di cui 1.251 abitazioni principali, e 1.247 seconde case. E di queste 389 sono case classificate E.

Gabrielli ha molto apprezzato questi numeri e ha commentato: “finalmente vedo una luce in fondo al tunnel, non sempre ho visto qui a L’Aquila questa concretezza, questa coesione, questa trasparenza

Gabrielli ha poi elogiato i ragazzi impegnati nell’Ufficio speciale, tutti giovani, in maggioranza donne, assunti da tutta Italia grazie al “concorsone”. Ha sottolineato che “la professionalità acquisita qui a Fossa non sarà dispersa”. Ovvero, lascia intendere Gabrielli: “non preoccupatevi, sarete utili al paese in occasione di nuove emergenze e ricostruzioni”.

E ai sindaci che chiedono certezza dei fondi per alimentare la macchina in corsa, Gabielli risponde: “il futuro di questa terra è nelle mani della gente di questa terra. Con il vostro lavoro state dimostrando credibilità e concretezza e per questo vi verranno dati i fondi necessari, che vi sarete meritati dimostrando che saranno utilizzati nel modo migliore per far rinascere un pezzo importante del paese”.

Infine Gabrielli ha espresso apprezzamenti per le recenti misure annunciate dal governo di Matteo Renzi: “noi da funzionari dello stato che curano questo settore, non possiamo che salutare positivamente. È assolutamente necessario un piano di messa in sicurezza del nostro patrimonio edilizio”.

“Le risorse economiche per il sistema di protezione civile non sono tutto – ha aggiunto – E per far tesoro delle risorse è importante investire nella prevenzione, con una seria pianificazione partendo dalla consapevolezza che la priorità è la salvaguardia della vita”.

“Le indicazioni del nuovo governo sono importanti, sia per la messa in sicurezza anti-sismica sia per l’impegno sul fronte del dissesto idrogeologico.”

E sulla governante delle emergenze aggiunge: “la vicenda emiliana ha dimostrato che nella fase dell’emergenza le scelte devono essere messe in capo ai territori, le scelte vanno condivise. Non è corretto e non serve  avere modelli predefiniti. Bisogna invece offrire le possibili soluzioni, tenendo conto che ogni sciagura, ogni territorio sono una cosa a sè, ha le sue peculiarità”.