PRATOLA PELIGNA – “I cambi degli esiti di agibilità riguardano unicamente la parte tecnica, i sindaci non entrano nel merito della valutazione delle pratiche, ma si limitano a firmare il decreto di concessione del contributo a seguito della valutazione finale dell’Ufficio territoriale per la ricostruzione”.

I sindaci dei Comuni fuori cratere sismico, che hanno avuto danni dal terremoto del 6 aprile 2009, rispondono con con una nota congiunta alle clamorose accuse lanciate dall’ormai ex responsabile dell’Ufficio territoriale per la ricostruzione (Utr) numero 7 di Goriano Sicoli, l’architetto Marco Moca, che lasciando l’incarico ha lanciato pesanti accuse agli amministratori e ai vertici dell’Usrc (l’Ufficio speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere), che avrebbero esercitato “pressioni in merito all’applicazione della normativa vigente riguardante l’attribuzione e revisione degli esiti di agibilità, allegando la perizia giurata dei tecnici successivamente alla data del 18 febbraio 2011”, indicato come termine perentorio da una ordinanza dell’allora commissario Gianni Chiodi.

“Siamo pronti a valutare ogni azione utile a tutelare la dignità e l’immagine dei nostri comuni e delle comunità che rappresentiamo di fronte ad accuse di estrema gravità – affermano gli amministratori – e non permetteremo che venga gettato ulteriore fango addosso a chi è impegnato da anni, in prima persona, nel gravoso compito di garantire ai cittadini terremotati di veder ricostruita, il prima possibile, la propria abitazione”.

La nota, dopo giorni di silenzi in cui ha parlato solo uno dei due coordinatori dei sindaci, Sandro Ciacchi, è firmata dai sindaci di Pratola Peligna, Antonio De Crescentiis, che è anche presidente della Provincia, Raiano, Cansano, Introdacqua, Anversa degli Abruzzi, Pacentro, Pettorano, Corfinio e Prezza.

“Si tratta di accuse gravissime che gettano un’ombra pesante sul lavoro che ogni giorno portiamo avanti a favore dei nostri comuni e dei nostri concittadini”, scrivono, pur confermando l’esistenza di un problema di interpretazione delle norme.

E spiegando come “abbiamo sempre chiesto che ci fosse, invece, un’ interpretazione univoca della normativa vigente e di capire quale fosse quella giusta”.

“Per quanto riguarda l’Ufficio territoriale per la ricostruzione di Goriano Sicoli, poi, abbiamo più volte lamentato l’eccessiva lentezza nell’esame delle pratiche da parte dell’ormai ex responsabile, architetto Moca: dalla sua entrata in servizio sono state infatti soltanto 5 le pratiche ammesse a contributo a fronte delle almeno 150 depositate. Un fatto che ha determinato, purtroppo, ritardi negli interventi di riparazione degli edifici danneggiati dal terremoto, a danno dei nostri concittadini”, concludono i sindaci.

“Se i tempi sono stati lunghi è proprio perché le pratiche era tutte viziate”, è la pronta controreplica di Moca. (m.sig.)