L’AQUILA – La Procura della Repubblica dell’Aquila ha archiviato la denuncia presentata dall’avvocato Simona Giannangeli su presunte omissioni da parte delle istituzioni in relazione al famoso dossier di Abruzzo Engineering, che prima del 2009 aveva indicato 137 edifici pubblici a rischio crollo in caso di terremoto.
Uno studio che costò ben 5 milioni di euro ma che fu sostanzialmente ignorato dagli enti che avrebbero potuto e dovuto intervenire per la messa in sicurezza di quegli stabili, tra i quali figuravano la Casa dello studente di via XX Settembre e il Convitto nazionale di corso Principe Umberto I, in cui morirono dei giovanissimi, ma anche la sede della Facoltà di Ingegneria di Roio e tanti altri.
Lo studio era nei cassetti della Regione Abruzzo sin dal 2006.
Secondo la Giannangeli, che ha difeso diverse parti civili nei processi sui crolli, l’omissione da parte degli enti era evidente.
Eppure quella denuncia oggi è stata archiviata, e oltre al danno la beffa, visto che, come racconta Il Centro, nonostante l’avvocato avesse chiesto per iscritto di essere avvisata in caso di richiesta di archiviazione, ciò non è avvenuto, per cui sono scaduti i termini per fare opposizione e rimettere il fascicolo al vaglio del gip che avrebbe anche potuto decidere in modo diverso.
Nella denuncia si chiedeva di individuare se, e da chi, siano stati violati obblighi di legge ignorando per anni la valenza di quel dossier redatto da persone competenti su richiesta dalla Presidenza del Consiglio dei ministri.



