L’AQUILA – Il giudice per l’udienza preliminare del tribunale dell’Aquila ha rinviato a giudizio per il 24 maggio 2013 due dei tre imputati per il crollo di un edificio in via Persichetti in seguito al sisma del 6 aprile 2009.

Un crollo che costò la vita a due persone, Erminda Monti Vicentini e Amelio Zaccagno.

L’accusa è quella di omicidio colposo plurimo in seguito a lavori di ristrutturazione dell’antico palazzo che risalgono agli anni Novanta.

Alla sbarra Francesco Zaccagno e Maria Lidia Zaccagno, entrambi dell’Aquila, in quanto rappresentanti della ditta che fece i lavori, nel palazzo nobiliare mentre la committente Maria Cristina Vicentini, di Roma, è uscita dal processo con il non luogo a procedere.

Secondo la perizia disposta dal gup, che ha confermato quelle precedenti del pm Fabio Picuti, l’edificio sarebbe crollato a causa delle ristrutturazioni che hanno appesantito il tetto del vecchio edificio e lo hanno reso meno resistente alle oscillazioni e accelerazioni provocate del terremoto e, contestualmente, per il mancato consolidamento del tetto.