L’AQUILA – A 95 anni è accusato del crollo che ha causato 19 morti di un edificio del quale fu committente e dovrà comparire in tribunale.
Si tratta di Luigi Marrone, imputato per l’ecatombe che c’è stata in via Poggio Santa Maria la notte del 6 aprile 2009.
Ma secondo il perito nominato dal Tribunale, Maurizio Cupillari, l’anziano non può stare in giudizio per una serie di problemi di salute.
Depositata stamane, la perizia verrà discussa nell’udienza del 25 novembre, data in cui si concederà una proroga di altri sei mesi per verificare se le condizioni dell’unico imputato possono migliorare con il passare del tempo.
L’anziano imprenditore di Scoppito (L’Aquila) è l’unico sospettato solo perché l’unico ancora in vita tra le persone che secondo la procura avrebbero avuto responsabilità nella realizzazione del palazzo.
Si tratta di architetti e ingegneri che sono morti diversi anni fa.
Per Marrone i reati ipotizzati sono quelli di omicidio colposo plurimo e lesioni gravi.
Negli anni Sessanta, Marrone era committente e intestatario della concessione del palazzo, che aveva quattro piani.
Sono 15 le parti civili, compreso il Comune dell’Aquila, che ha chiesto un risarcimento di un milione di euro.
I racconti dei pochi superstiti sono stati terribili: una studentessa riminese di 20 anni, Eleonora Calesini, fu estratta viva dopo quasi due giorni dal crollo.
La perizia del Pm sostiene che alla base del crollo ci sono difetti nella progettazione e uso di materiali scadenti, mentre la controperizia della difesa, disposta su iniziativa degli avvocati Ernesto Venta e Massimiliano Venta, è di segno opposto.



