L’AQUILA – Prima notte del dopo terremoto trascorsa in auto o nelle strutture di accoglienza per la popolazione colpita dal nuovo terremoto tra Umbria, Marche e Lazio. Diverse le scosse avvertite chiaramente anche nella zona di Norcia (Perugia), la più forte di tutte, di magnitudo 4.2, registrata alle 4:27 dai sismografi dell’Ingv e avvertita anche in Abruzzo.
Prosegue intanto il lavoro della Protezione civile e degli altri soccorritori impegnati sul campo. Al momento risultano quasi ottomila le persone assistite. In particolare, sono oltre 900 in Umbria: quasi 400 presso strutture alberghiere nell’area del Trasimeno e oltre 500 in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale.
Nelle Marche, gli assistiti sono circa 6.500, di cui oltre 2.000 negli alberghi sulla costa adriatica, 4.000 in strutture di prima accoglienza allestite a livello comunale e le altre in strutture ricettive agibili sul territorio.
Nel Lazio, 130 persone sono ospitate in una struttura allestita a Leonessa.
A questi la Protezione civile stima che si aggiungeranno, nelle prossime ore, circa 3.000 persone che trascorreranno la notte in strutture di prima accoglienza in corso di allestimento tra Umbria e Marche.
Alla forte scossa di domenica mattina, quando alle 7.40 un terremoto di magnitudo 6.5 con epicentro tra Norcia, Preci e Castel Sant’Angelo sul Nera è stata avvertita in tutto il centro Italia e anche oltre, è seguito un lunghissimo sciame sismico. Il terremoto è stato a 10 chilometri di profondità. Una nuova forte scossa, di magnitudo 4.0, è stata registrata alle 19.21. Secondo l’Ingv, l’epicentro è a circa 5 chilometri da Norcia.
La scossa delle 7:40 è stata avvertita fortissima in tutto il centro Italia ma anche lungo tutto lo stivale, da Bolzano alla Puglia. Non ha fortunatamente causato vittime né dispersi. I feriti sono di lieve entità, tranne una persona che viene segnalata di qualche gravità. Inoltre, tre persone sono state estratte vive dalle macerie a Tolentino, dove si sono avuti diversi crolli.
Al confine tra Marche e Umbria, dopo il terremoto delle 07:40 sono stati localizzati circa 200 eventi sismici. L’area interessata dalle repliche si estende per circa 30 km, da Accumoli a sud fino a Visso a nord. Riprende, quindi, la parte settentrionale del sistema di faglie che si era attivato con il terremoto del 24 agosto e interessa anche la parte meridionale attivata il 26 ottobre. Alle ore 16:00 sono 15 i terremoti di magnitudo tra 4 e 5.
La parte alta della frazione di Castelluccio di Norcia è stata praticamente rasa al suolo.
A Norcia sono crollate la Basilica di San Benedetto e la cattedrale di Santa Maria argentea: sono rimaste in piedi parte delle facciate e delle strutture.
Riattivato il numero solidale 45500 – Tramite Tim, Vodafone, Wind, H3G e Poste mobile è possibile donare due euro inviando un sms o effettuando una chiamata da linea fissa al numero 45500. I fondi raccolti saranno trasferiti, senza alcun ricarico, alla Protezione Civile che provvederà a destinarle alle regioni colpite dal sisma.
In Abruzzo le maggiori criticità sono in provincia di Teramo e all’Aquila, dove alcuni edifici già inagibili a seguito del terremoto del 2009 hanno fatto registrare ulteriori cedimenti e una palazzina che aspettava di essere abbattuta è venuta giù in via Cola dell’Amatrice.
A seguito delle criticità riscontrate nel corso dei sopralluoghi che i tecnici comunali hanno eseguito in città a partire da ieri mattina dopo la forte scossa di terremoto della zona di Norcia, il Comune fa sapere che sono state interdette (totalmente o parzialmente) alcune strade oppure sono stati effettuati dei restringimenti di carreggiata. Le strade interessate sono via XX settembre, via delle Bone Novelle, via Sant’Agostino, corso Federico II, piazza San Franco ad Assergi.
Circa 400 gli sfollati in Abruzzo.
Le persone la cui casa è inagibile sono principalmente nel Teramano, territorio in cui gli effetti del sisma hanno avuto conseguenze più significative, ma anche nell’Aquilano e nel Pescarese.
È quanto emerge dal report del sottosegretario regionale con delega alla Protezione civile Mario Mazzocca.
Ai circa 400 bisogna aggiungere tutti coloro che, pur non avendo abitazioni inagibili, hanno paura di rientrare in casa e trascorreranno la notte fuori, come sta accadendo, per esempio, a Montorio al Vomano (Teramo).
“Abbiamo sollecitato i sindaci a trovare posti sicuri – sottolinea Mazzocca – lasciando perdere l’ipotesi delle tende, viste le temperature basse. Inoltre si sono messe a disposizione le strutture ricettive, che accoglieranno gli sfollati. Abbiamo inoltre inviato nei comuni brandine e coperte”.
Secondo un report diffuso dal presidente della Regione Abruzzo, nonché vice commissario all’emergenza sisma, Luciano D’Alfonso, l’ente ha predisposto l’invio di brandine più coperte e cuscini in cinque Comuni del Teramano: 50 a Castelli, 50 a Crognaleto, 20 a Basciano, 50 a Vallecastellana e 50 a Montorio.
In quest’ultimo paese, il sindaco ha disposto il trasferimento di 29 persone in strutture ricettive convenzionate.
La Regione, inoltre, alle 12.30 aveva inviato una cucina mobile (Organizzazione Pivec Farindola) a Montorio, una tensostruttura (Croce Verde Villarosa) e una cucina mobile a Vallecastellana frazione di Pietralta e 200 coperte (Corpo volontari Montesilvano) a Teramo con una squadra di volontari (Cives) di supporto al Comune.
E sono oltre 600 le camere d’albergo disponibili a Giulianova (Teramo) per gli sfollati.
Sono 44 i comuni abruzzesi interessati dalla ‘Mappatura Post Sisma della scorsa del 30 ottobre’ trasmessa dai vigili del fuoco alla Regione Abruzzo, e comunicata dal presidente Luciano D’Alfonso, nel corso della riunione operativa di Protezione Civile che si è tenuta a Pescara. I problemi maggiori riguardano la provincia di Teramo con 18 centri interessati, poi a seguire quella dell’Aquila con 14, Chieti 8 e infine la provincia di Pescara con quattro Comuni.
Teramo: Atri, Bellante, Campli, Castiglione Messer Raimondo, Crognaleto, Giulianova, Martinsicuro, Montorio al Vomano, Nereto, Rocca Santa Maria, Roseto degli Abruzzi, Torano, Sant’Egidio alla Vibrata, Teramo, Torricella, Cellino Attanasio, Civitella del Tronto e Valle Castellana. L’Aquila: Montereale, Massa d’Albe, Sulmona, L’Aquila, Avezzano, Campotosto, Capitignano, Acciano, Cagnano Amiterno, Pratola Peligna, Pizzoli, Roccaraso, Pescocostanzo, Sante Marie. Chieti: Lanciano, Vasto, Chieti, Ortona, Vacri, Fara Filiorum Petri, Canosa e Casalbordino. Pescara: Penne, Pescara, Farindola, Città Sant’Angelo.
Il terremoto di magnitudo 6,5 avvenuto oggi nella zona a Sud-Est di Norcia è stato il più violento avvenuto in Italia a partire dal 1980, ossia dal tettemoto dell’Irpinia. Quello del Friuli del 1976 fu di magnitudo 6.4 della scala Richter. La scossa principale dell’Aquila del 2009 fu del 5.8, quello di Umbria e Marche del 1997 del 6.1. Anche quello del Belice, del 1968, fu del 6.1. Solo in Irpinia, nel 1980, la magnitudo fu del 6.5 della scala Richter, pari a quella odierna, e causò 280.000 sfollati, 8.848 feriti e 2.914 morti.
Ingv, dal 1980 i terremoti più forti nell’ Appennino
A partire dal terremoto dell’Irpinia del 1980 i terremoti più forti avvengono in Italia nella zona dell’Appennino centrale: “nel recente passato nella storia sismica dell’Italia è stato pesantemente coinvolto l’Appennino Centrale, che da quasi 40 anni sta dando luogo ai fenomeni maggiori registrati nel nostro Paese”, ha detto il sismologo Antonio Piersanti, dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv).
Stessa sequenza sismica del 24 agosto
Il terremoto di oggi rientra nella stessa sequenza sismica che si è attivata il 24 agosto, con il terremoto nel Reatino. “Il terremoto di oggi è avvenuto sullo stesso sistema di faglie e fa parte della sequenza cominicata in agosto e che adesso sta procedendo”, ha detto il sismologo Alberto Michelini, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv)
La sua intensità è tale da interessare una zona che si estenze almeno per 20-25 chilometri, ha detto il sismologo Alessandro Amato, dell’Ingv. “Interessa un’area ampia – ha aggiunto – localizzata tra quella che si è attivata con il sisma del 24 agosto e quella che si è attivata il 26 ottobre”. I simologi adesso sono al lavoro per localizzare tutte le repliche e raccogliere tutti i dati, sia sai simografi sia dai satelliti.
Scossa 6,5 più forte delle precedenti, ma non c’è regola
Il fatto che il terremoto di magnitudo 6,5 avvenuto vicino Norcia sia il più intenso nella sequenza sismica cominciata il sisma di magnitudo 6,0 del 24 agosto scorso non è un’anomalia: “non c’è una norma, sappiamo che in passato sono avvenute cose simili”, ha detto Amato. Anche Michelini ha osservato che “in Italia purtroppo questi eventi accadono con una certa frequenza, che si protrae nel tempo con terremoti di intensità uguale o più forte. Bisogna sempre stare allerta”. Ilfatto che oggi sia avvenuto un terremoto più forte rispetto a quelli registrati a partire dal 24 agosto – ha aggiunto – indica che il sistema di faglie aveva accumulato abbastanza energia elastica nelle rocce e che la sta rilasciando”.





