CHIETI – 309 candele accese alle ore 3.32 e uno sparuto gruppo di teatini radunati a piazza Vico, un silenzio malinconico: così Chieti ha voluto ricordare il sisma del 6 aprile 2009.

Ha avuto però pochi partecipanti, una trentina di persone, la fiaccolata organizzata dal Not di Chieti (Nucleo operativo teate) con la collaborazione del Comune, tenuta nell’orario del sisma.

Una manifestazione silenziosa, poche persone e la presenza della protezione civile, un momento forse poco pubblicizzato; è bastato l’eco del ricordo, però, a rimbombare nella notte tristemente indimenticabile.

Tra i pochi teatini presenti, una signora di Chieti ma originaria della provincia dell’Aquila, Stefania Fasciani, ha espresso ad AbruzzoWeb la sua vicinanza alla popolazione aquilana.

“Il mio cuore è aquilano, sono stata contenta di questo gesto da parte di Chieti”, ha affermato per poi sottolineare anche la scarsa organizzazione dell’evento, riconosciuta da tutti i presenti: “Forse erano presenti solo coloro che hanno vissuto da vicino il dolore, la sofferenza di quella notte. Probabilmente non c’è stata molta informazione su questa manifestazione, credo non sia stata organizzata in tempo utile per informare, si dovevano informare le parrocchie, gli istituti scolastici e magari ci sarebbero state alcune persone in più”.

Forse poche presenze ma la preghiera di tutti, stretti nel pensiero di tutte le vittime innocenti del terremoto. Svegliarsi nel cuore della notte e morire, ritornare nel grembo della Terra per un suo scorrere veloce sotto i piedi.

Silenzio. Boato. Tutto crolla. Nulla si dimentica. “Il mio pensiero è di non smettere mai di lottare per la città dell’Aquila affinché ritorni di nuovo a volare più forte e più bella di prima del 6aprile 2009… Bisogna andare sempre avanti, ‘jemo ‘nnanzi’”, conclude la Fasciani.