L’AQUILA – I comitati dei familiari delle vittime della Casa dello studente, del convitto nazionale e l’Avus (Associazione vittime universitarie sisma) si uniscono alla “Fondazione 6 aprile per la vita” con la richiesta di rendere noto il piano di emergenza del Comune.

“Un piano comunale di protezione civile oggi, alla luce della tragedia che si è consumata, è doveroso – si legge in una nota – oltre che obbligatorio. Se c’è, venga reso pubblico in tutti i dettagli e si faccia in modo che la popolazione ne sia edotta. Non basta sciorinare un elenco di aree in cui rifugiarsi, se le stesse non sono attrezzate ( luce, acqua, fogne, ricoveri ecc.). Leggiamo, inoltre, che detto piano sarebbe così perfetto da  poter essere esportato in tutto il Paese. Peccato che nessuno a L’Aquila, quella notte, ne fosse al corrente.

“Chiediamo formalmente – prosegue la nota – che il sindaco indica una assemblea pubblica, aperta a tutta la cittadinanza per presentare il piano nel suo complesso e nella sua concretezza.  Se ciò non dovesse accadere dovremmo ritenere di essere stati traditi e abbandonati ancora una volta dalle istituzioni e ci assoceremo alla richiesta di dimissioni, nei confronti dell’assessore Riga, già avanzata dalla ‘Fondazione 6 aprile per la vita’, considerando anche l’ipotesi di un esposto-denuncia a Comune, Provincia e Regione perché la magistratura valuti se ci siano state lacune o omissioni  riguardo al Piano di Protezione Civile prima del terremoto”.

ARTICOLI CORRELATI:

SCONTRO ‘FONDAZIONE 6 APRILE’-RIGA SUL PIANO DI EMERGENZA