AMATRICE – “È uno scenario apocalittico quello che ci si trova davanti addentrandosi da Piazza Antonio Serva, nel centro storico di Amatrice, dopo il sisma devastante di questa notte. L’intera fila di abitazioni lungo quello che era il corso è completamente collassata e le macerie delle facciate crollate occupano tutta la sede stradale”.

Questa la testimonianza dei redattori dell’Ansa giunti ad Amatrice immediatamente dopo il sisma.

“I vigili del fuoco si stanno arrampicando a piedi sulle macerie per cercare eventuali dispersi, e anche un bobcat è in azione per cominciare a liberare la strada dalle macerie. Molti uomini stanno scavando a mano con le pale”.

Semidistrutta anche la Chiesa di Sant’Agostino, la facciata è parzialmente crollata, anche il rosone; il campanile presenta grossi crolli ed è tuttora a rischio di collasso.

Grossi blocchi di pietra bianca ingombrano la strada. I feriti vengono portati via dal centro anche con mezzi improvvisati come il cuscino di un divano usato come barella.

Sul posto si trovano il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che è anche medico, e l’assessore comunale alla Ricostruzione del comune dell’Aquila, Pietro Di Stefano, originario di Cagnano, e che quindi è giunto in breve tempo.

“Appena sono arrivato ho capito che è come Onna (la frazione dell’Aquila completamente distrutta con 41 vittime) – ha detto Di Stefano – ma oltre ad Amatrice il vero problema è tutto il gruppo delle frazioni che sono qui intorno, paesini che rischiano di essere stati spazzati via”.

Cialente ha invitato alcune famiglie dei feriti a dirigersi all’Ospedale San Salvatore dell’Aquila e ha assicurato che il capoluogo abruzzese ospiterà gli sfollati nei suoi alloggi liberi. I primi feriti sono stati ricoverati nella palestra all’ingresso del paese ed è lì che secondo quanto si è appreso, potrebbe trovare posto il Com per il coordinamento delle operazioni di soccorso.