L’AQUILA – Sono tre le vittime abruzzesi del terremoto che ha devastato il Reatino e alcune zone delle Marche.

Il sisma che ha colpito l’alto Reatino ha ucciso Giampaolo Pace, un carabiniere di origini aquilane, la piccola Marisol Piermarini, figlia di una ragazza, sempre aquilana, scampata al sisma del 2009 e anche, indirettamente, Nello, l’anziano papà di don Stefano Iacono, parroco di Villa Lempa (Teramo), morto per lo spavento.

Pace è rimasto sotto le macerie  dell’abitazione familiare ad Accumoli. 

Era lì per qualche giorno di riposo nella casa della mamma, scomparsa qualche anno fa, quando in piena notte è stato sorpreso dalla devastazione. 

Carabiniere, 43 anni, separato, era in servizio dal 2010 al Nucleo investigativo del Reparto operativo, aveva lavorato a San Demetrio, Rancitelli, e poi all’Aquila. 

Pace era stato anche portiere dell’Asd Coppito. 

Straziante anche la vicenda della piccola Marisol Piermarini. 

Appena 18 mesi, è stata uccisa dal terremoto ad Arquata del Tronto mentre dormiva nel suo lettino. 

Come riporta il Messaggero di oggi, Un destino tragico e balordo visto che la mamma, l’aquilana Martina Turco, si era rifugiata nell’Ascolano proprio dopo il sisma del 2009, insieme al suo compagno Massimiliano. 

Martina è stata ricoverata all’ospedale Torrette di Ancona, dove è stata sottoposta a esami diagnostici approfonditi per scongiurare gravi conseguenze per essere rimasta a lungo sepolta sotto le macerie. 

Il compagno Massimiliano, invece, è stato trasportato al Mazzoni di Ascoli per le ferite riportate in varie parti del corpo, ma non è in pericolo di vita. 

In una stanza del nosocomio è stato invece composto il corpicino di Marisol ed è subito cominciato il viavai dei familiari e dei parenti, sconvolti per la perdita. Su tutti il nonno ascolano Massimo Piermarini: è stato lui la notte scorsa tra i primi a raggiungere l’abitazione di Arquata.