L’AQUILA – Per il conteggio preciso ci vorrà ancora qualche giorno, il tempo che le raccomandate spedite all’ultimo minuto di sabato, giorno della scadenza, arrivino in Comune. Ma qualche stima su quanti assegnatari di C.a.s.e. e Map abbiano compilato il modulo, in forma cartacea o elettronica, c’è già.

“I dati aggiornati a venerdì parlavano di un 60 per cento sui 5.653 nuclei familiari, ma ci aspettiamo che a rispondere sia stato circa il 75 per cento”, spiega l’assessore comunale all’Assistenza alla popolazione Fabio Pelini, che insieme al sindaco Massimo Cialente ha fortemente voluto effettuare questa ricognizione, finalizzata a individuare i nuovi canoni di affitto in base al reddito Isee dichiarato e a scattare una fotografia degli assegnatari degli alloggi delle “new town”.

Non appena si avrà il quadro chiaro della situazione, scatterà l’azione “anti-furbi”. Chi non ha risposto, infatti, potrebbe avere qualcosa da nascondere e non essere in regola.

“Avendo il dato di chi ha risposto al censimento, avremo anche quello di chi non lo ha fatto. Effettueremo un breve controllo come Comune e poi trasmetteremo i nominativi alla Guardia di Finanza. Presumibilmente si tratterà di un 25 per cento di nuclei familiari sulla totalità degli assegnatari”.

Il censimento è stato al centro di numerose lamentele sul poco tempo messo a disposizione dal Comune per consegnare la documentazione, 3 settimane. Per questo la deadline per la consegna è stata fatta slittare di una settimana, a sabato 9, come richiesto a gran voce dall’Adiconsum Cisl dell’Aquila e dalla cittadinanza, ed è stata aggiunta l’opzione di invio tramite Pec (posta elettronica certificata).

Oltre al contrasto dei “furbetti”, il censimento servirà anche alla rimodulazione dei canoni di locazione per chi era in affitto prima del terremoto del 6 aprile 2009.

“Oltre a questo – spiega ancora l’assessore – verranno fissate le quote del contributo condominiale, che verrà pagato da tutti, affittuari e proprietari ante sisma. Questo verrà fissato in base alla grandezza dell’alloggio, la localizzazione e forse al reddito Isee, ma su quest’ultimo punto ci stiamo riflettendo”.

Proprio gli affitti degli alloggi antisismici sono finiti negli ultimi giorni al centro della relazione dall’eurodeputato danese Soren Sondergaard secndo il quale i soldi del fondo di solidarietà europeo sono stati mal spesi per realizzare i 4.500 appartamenti antisismici. Quattrini che per il danese il Comune dovrà restituire attraverso gli affitti del progetto C.a.s.e. e Map.

“La denuncia fatta da Sondergaard la conosciamo bene – dice Pelini – con Rifondazione comunista denunciammo fin da subito il fatto che questi alloggi costassero tanto. Ma queste polemiche non tengono conto dell’enorme onere della manutenzione delle ‘new town’. Pensare di far ricadere sugli aquilani le scelte dell’allora governo Berlusconi non è fattibile”.

I costi di gestione stimati sono circa 9 milioni l’anno. Una copertura che sarà difficilmente raggiungibile con gli affitti e i canoni condominiali, tenendo conto che il numero di “affittuari ante sisma” è in minoranza rispetto alla totalità degli assegnatari.

“Una volta che avremo tutti i dati in mano, potremo fare una stima anche di queste cifre”, conclude Pelini.