SULMONA – “Non c’è panico, ma c’è il timore”, che una forte scossa di terremoto possa colpire, prima o poi, anche Sulmona (L’Aquila).
Lo dice il sindaco, Annamaria Casini, dopo il sisma che ha colpito il centro Italia distruggendo Amatrice, Accumoli e altri paesi del Reatino, che lancia un appello a Regione e Governo affinché si predisponga un “piano di interventi di natura straordinaria che dovrebbero essere gestiti a livello nazionale”.
La reazione della città è stata ben diversa da quella dell’Aquila, che si è subito svuotata con tante famiglie che hanno persino deciso di tornare sulla costa, ma “i primi dati raccolti sullo stato degli edifici – spiega – parlano di una situazione aggravata, niente crolli ma gli edifici già danneggiati il 6 aprile 2009 sono peggiorati”.
“Il centro storico di Sulmona sono anni che soffre di un progressivo spopolamento – continua il sindaco – tuttavia oggi è ancora vitale, non possiamo insomma registrare differenze tra il prima e il dopo ma c’è una sensibilità importante, c’è la voglia di essere maggiormente attenti alla sicurezza e una sollecitazione a lavorare in questa direzione”.
Nella città di Ovidio c’è insomma “molta apprensione e consapevolezza, tante richieste di interventi di messa in sicurezza complessiva, un atteggiamento di sollecitazione verso la prevenzione, un approccio molto maturo e responsabile”, dice il sindaco.
“Che Sulmona sia sismica è un dato ormai acclarato – aggiunge – qui corre la faglia più grande dell’Appennino, è anche noto anche che i terremoti non si possano prevedere e che si interviene purtroppo sempre dopo per contare vittime e danni, sono piuttosto scettica ai proclami che si fanno posteriori, è invece importante avere una consapevolezza del rischio”.
Tuttavia, “le casse di nessun Comune consentono di immaginare interventi di messa in sicurezza di una città, sono interventi di natura straordinaria per la loro portata, bisogna ora capire come fare realisticamente, ma dovrebbero essere gestiti a livello nazionale”, continua la Casini.
Il Comune è intanto impegnato in una mappatura dell’emergenza “e inizieremo una pianificazione per capire come intervenire”, annuncia il sindaco, che ricorda come la città nonostante sia rimasta fuori dal cratere sismico del 2009, “sta partecipando alla ricostruzione con una serie di interventi, ci sono alcuni cantieri e altri se ne apriranno”.
“Ma va fatto un progetto di messa in sicurezza complessivo che parta da una mappatura specifica, sia degli edifici pubblici che privati, abbiamo già chiesto alla Regione se si sta attivando con il Governo – spiega – il nostro ufficio sisma è già a disposizione per segnalare eventuali danni causati dal terremoto del 24 agosto”.
Sulla scelta poi di aver rinviato gli eventi estivi solo dopo le polemiche piovute sulla rete e le accuse dell’ex assessore provinciale Teresa Nannarone, la Casini precisa: “Ho rilasciato un’intervista al Centro prima delle 10 di mattina del 24 agosto, quando ancora non erano chiare le dimensioni del disastro, ma quando l’intervista è uscita, il giorno dopo, era già stato annullato tutto, d’intesa anche con gli organizzatori, la Giunta e alcuni consiglieri. Ma nessuno ha pensato di riscontrare la notizia a fine giornata, prima di pubblicarla”.
“Tra l’altro – conclude – non posso prendere decisioni sull’onda emotiva o dettate da convinzioni personali, mi meraviglio che critiche del genere vengano da persone che hanno avuto responsabilità istituzionali”.
DICOMAC, LE VITTIME SONO 292
Le vittime accertate finora del terremoto sono 292, con le due estratte oggi dalle macerie ad Amatrice. Il bilancio dal capo della Dicomac della Protezione Civile a Rieti Titti Postiglione. In dettaglio i morti sono 231 ad Amatrice, 11 ad Accumoli e 50 ad Arcuata.
Gli assistiti nelle tende sono circa 2900, mentre sui dispersi la Protezione civile non dà cifre e resta ai 10 indicati dal sindaco di Amatrice.
ANCORA SCOSSE TRA AMATRICE ED ACCUMOLI, PROTESTE PER I FUNERALI A RIETI
Ancora eventi sismici nell’area colpita dal terremoto di magnitudo 6.0 avvenuto alle ore 3,36 italiane del 24 agosto. La scossa più forte si è registrata questa mattina alle 8,20 con un sisma di magnitudo 3.6 nella provincia di Rieti a pochi chilometri da Accumoli.
A partire dalle 18.00 di ieri sera la rete sismica nazionale dell’Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia (Ingv) ha registrato 3 eventi di magnitudo superiore a 3, di cui 2 nella provincia di Rieti e 1 in quella di Ascoli Piceno.
A partire dal sisma di magnitudo 6.0 del 24 agosto sono stati registrati complessivamente 2280 eventi: 125 i terremoti di magnitudo compresa tra 3.0 e 4.0, 12 quelli di magnitudo compresa tra 4.0 e 5.0 ed uno di magnitudo maggiore di 5.0 (quello di magnitudo 5.4 avvenuto il 24 agosto con alle 04:33 nella zona di Norcia, in provincia di Perugia).
PROTESTE PER I FUNERALI A RIETI, ALLA FINE SI FARANNO AD AMATRICE
Ha innescato una vivace sollevazione popolare la decisione della prefettura di far tenere all’aeroporto militare di Rieti i funerali delle vittime di Amatrice.
“Noi a Rieti non ci veniamo, ridateci i nostri morti”, ha protestato la popolazione.
“Deve venire Rieti da noi, non andare noi da loro”, ha detto un anziano signore ai funzionari del dipartimento di Protezione Civile. “Una decisione dolorosa anche per noi”, hanno detto alla gente. “Io a Rieti non vado – aggiunge Don Fabio- celebrerò qui, a Rieti non dobbiamo andare”.
Alcune decine di persone si sono ritrovate davanti al Centro operativo comunale, la struttura di coordinamento dei soccorsi allestita all’interno della villa comunale.
“I funerali si devono svolgere qui ad Amatrice – ripete la gente – i morti sono i nostri e noi vogliamo dargli qui l’ultimo saluto”.
Già in mattinata il sindaco Sergio Pirozzi, nel corso della riunione convocata proprio per l’organizzazione dei funerali, aveva discusso animatamente con le autorità, cercando di far capire le ragioni della gente. “Noi a Rieti non andiamo – ribadiscono i cittadini – i funerali si fanno qui”.
“Ho parlato con Renzi, non ci sarà nessuna cerimonia a Rieti ma i funerali si faranno ad Amatrice nei prossimi giorni”. Ha detto alla fine Pirozzi ai cittadini che si erano radunati davanti al Comitato operativo comunale.
“Ho riparlato con Renzi, i funerali saranno domani alle 18 qui ad Amatrice”, ha precisato in un secondo momento Pirozzi.






