L’AQUILA – Il tribunale dell’Aquila ha assolto i cinque imputati accusati, a vario titolo, di abuso d’ufficio, turbativa d’asta e abuso edilizio nell’ambito del processo sui Moduli abitativi removibili (Mar), che sarebbero dovuti essere installati durante l’emergenza terremoto per dare un tetto provvisorio agli sfollati.
Si tratta di Massimiliano Cordeschi, all’epoca dei fatti contestati direttore generale del Comune dell’Aquila, Domenico De Nardis, dirigente dell’Avvocatura comunale, Renato Amorosi, dirigente comunale del settore Territorio, Eugenio Vendrame, all’epoca comandante della Polizia municipale, e Luigi Palmerini, imprenditore.
L’indagine, partita dopo la denuncia di una persona che aveva risposto a un avviso pubblico per la vendita di un terreno in località Sant’Antonio e che dopo aver versato il deposito cauzionale di 22 mila euro, non aveva più avuto notizie della pratica, vide nella prima fase indagato anche il sindaco Massimo Cialente, la cui posizione è stata poi archiviata.
Per Palmerini, De Nardis e Cordeschi il pm Simonetta Ciccarelli aveva chiesto 1 anno e mezzo, per Vendrame e Amorosi l’assoluzione.
Il collegio giudicante era composto da Giuseppe Grieco, presidente, e Daria Lombardi e Marfisa Luciani a latere.
Gli imputati sono stati difesi dagli avvocati Massimo Carosi, Stefano Rossi, Claudio Verini, Federica Salemi, Angela Marinangeli e Andrea Agostini.
La vicenda suscitò molte polemiche politiche, sfociate anche in Consiglio comunale, in particolare con una mozione bipartisan, a seguito della quale il sindaco Cialente, decise di ritirare la delibera contestata.



