L’AQUILA – Da quasi due anni è diventato il sito preferito degli aquilani: www.ingv.it. La pagina web dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia viene consultata come un vero e proprio oracolo, specialmente la lista dei terremoti. Esistono svariati cloni, ma l’originale resta il più popolare. A breve, però, potrebbe chiudere i battenti.
L’annuncio choc arriva direttamente dal presidente dell’Ingv, quell’Enzo Boschi che è stato indagato dalla Procura dell’Aquila come componente della commissione Grandi rischi per non aver valutato correttamente il rischio sismico e non aver informato adeguatamente i cittadini sui pericoli che c’erano nei giorni prima del 6 aprile 2009.
Boschi ha preso spunto da quanto affermato dal capo dipartimento della Protezione civile, Guido Bertolaso, che aveva parlato dell'”affermarsi di profeti di sventura” a proposito dei terremoti.
“Condivido in pieno quello che ha detto Bertolaso – ha commentato Boschi – noi stiamo valutando di smettere di informare, e di non rendere raggiungibili i nostri dati via web, perché vengono usati per arrivare a conclusioni che non stanno né in cielo né in terra”.
I principali responsabili, secondo Boschi, sono i media: “La colpa è dei giornalisti – ha aggiunto Boschi – e dei politici locali che hanno la responsabilità in caso di terremoti, perché non controllano le strutture, ma cercano di scaricarla. Poi ci sono coloro che sono desiderosi di apparire, e che trovano sempre qualcuno che voglia far fare uno scoop”.
Boschi è d’accordo con Bertolaso, secondo cui in Italia si sottovaluta il rischio sismico: “Noi lo diciamo da trent’anni – ha ricordato Boschi – ma ogni volta che c’è un terremoto c’è la solita sceneggiata. Basterebbe verificare la tenuta degli edifici, abbandonare quelli che non resistono al sisma e ristrutturare quelli per cui è possibile intervenire, oltre a costruire gli edifici nuovi in maniera antisismica”.
“In Italia, invece – ha concluso – si costruisce male, perché tutto diventa un affare, e non si fanno i controlli. In Giappone e California, stati sismici e ricchi come l’Italia, si è riusciti in questa impresa. Da noi se ne parla da trent’anni, ma non si è fatto nulla”.



