L’AQUILA – Scoppia il caso bollette all’Aquila.

Una vera e propria valanga di proteste si è rovesciata infatti sull’Enel Gas.

Gli utenti aquilani, molti dei quali hanno la residenza nella “zona rossa”, hanno deciso di afferrare le bollette per agitarle con rabbia e costernazione in faccia agli addetti degli uffici del capoluogo, visto che le migliaia di euro richieste per i consumi riguardano abitazioni inagibili dal 6 aprile del 2009.

Tante, tantissime le segnalazioni, con cifre da capogiro che arrivano anche a 7 mila euro.

Non si riesce davvero a capire chi e in che modo abbia potuto utilizzare luce e gas nelle case inagibili.

Chi è rientrato, anche da poco, in quelle ‘sistemate’, non ci capisce nulla, i conti proprio non tornano.

C’è chi parla addirittura di letture dei contatori non effettuate. L’Enel Gas si sarebbe quindi affidata, per quantificare la cifra dovuta, a un calcolo dei consumi che precedono il terremoto.

Qualche mese fa il primo round negli uffici del capoluogo, con centinaia di utenti letteralmente imbufaliti e nessuna spiegazione plausibile fornita dagli addetti.

Ora, il caos. Da Enel Gas invitano in ogni caso a controllare il contatore prima di effettuare il pagamento.

Ma non spetta a loro questo lavoro?