L’AQUILA – Numerose abitazioni dell’Aquila sono state danneggiate, seppur lievemente, dalla scossa di terremoto che nella notte ha colpito l’Italia centrale, distruggendo Amatrice e i centri limitrofi tra le province di Rieti e Ascoli Piceno.

Segnalazioni di lesioni, seppur piccole e spesso superficiali, arrivano da diversi quartieri sia della periferia che del centro del capoluogo abruzzese.

Molti cittadini sono preoccupati, visto che si tratta di case appena ristrutturare dopo il sisma che ha colpito L’Aquila nel 2009.

Danni si registrano in condomini di via Amiternum, da pochi mesi restituiti ai proprietari, di Cansatessa e di Santa Maria di Farfa. Spesso con crepe anche alle trombe delle scale.

Secondo i vigili del fuoco, che hanno effettuato diverse verifiche, non c’è tuttavia “nulla di preoccupante” ma solo “un po’ di psicosi”.

Resta la rabbia dovuta al fatto che si tratta di edifici ristrutturati che ora si trovano nuovamente danneggiati, seppur non strutturalmente.

ALTRE POLEMICHE E PROTESTE PER LE NUOVE CREPE

“Ecco l’impatto del terremoto di Amatrice su un edificio classificato B dopo il sisma del 6 aprile. A presto i nomi del progettista, del direttore lavori, del collaudatore e della ditta che hanno fatto questi esemplari lavori finanziati con risorse pubbliche. Non mi risulta essere un caso isolato”.

Lo afferma sul proprio profilo Facebook il vice presidente della società idrica Gran Sasso Acqua, l’aquilano Salvatore Santangelo, denunciando nuovi casi di danni a case già ricostruite come quelli evidenziati già ieri ad AbruzzoWeb dopo il distruttivo sisma di magnitudo 6.0 nel Centro Italia.

CIALENTE: “NON SONO LAVORI FATTI MALE”

“Non ci sono lavori fatti male, le nuove crepe all’Aquila sono frutto di assestamenti, quando ci sono scosse l’intonaco ne risente”.

Lo assicura il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, commentando la notizia di nuovi danni pur superficiali alle case aquilane già ricostruite che sta facendo imbufalire i cittadini.

“Mi hanno spiegato che per le case in cemento armato fa proprio parte del gioco della struttura elastica, non sono lavori fatti male”, conclude. (alb.or.)

BOCCIATE LE NEW TOWN DA RENZI E BOLDRINI

Il governo Renzi boccia il “modello L’Aquila” nell’affrontare l’emergenza post-terremoto, in particolare la costruzione delle “new town” che nel capoluogo abruzzese ha portato ad avere 4.449 nuovi alloggi definitivi in più, nuove palazzine, prima di proprietà della Protezione civile e ora del Comune capoluogo, con tutta una serie di disagi gestionali anche gravi annessi, che hanno ospitato 16 mila sfollati nel momento di massima crisi, poco più di 8 mila a oggi.

Sia il premier Matteo Renzi che la presidente della Camera, Laura Boldrini, bocciano le “piastre”, che hanno dato problemi di affidabilità, dove sono crollati i balconi e ci sono 10 milioni di euro di bollette non pagate ancora oggi, ma, almeno a caldo, non forniscono soluzioni alternative, dai container alle case su ruota all’ospitalità in alberghi. Nulla.

È vero pure che il sisma aquilano aveva tutt’altra dimensione, con 70 mila sfollati da sistemare. In tal senso il suggerimento arriva dal sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, un esperto visto quello che gli è capitato: “I moduli abitativi provvisori (Map, ndr), casette rimovibili, possono essere la soluzione”.

“Ora è il tempo delle lacrime, del dolore senza fine, non delle polemiche. Ma la credibilità e l’onore di tutti sarà nel garantire una ricostruzione vera e con tempi certi – ha detto Renzi facendo il punto nel vertice in prefettura a Rieti – Non sarà come all’Aquila, dove purtroppo nella ricostruzione si sono persi anni”.

“Garantisco una ricostruzione vera con tempi certi che consenta agli abitanti di tornare a vivere in questi borghi così belli – ha aggiunto ancora – In Abruzzo purtroppo si sono persi anni. E solo da alcuni mesi, con 1 miliardo di stanziamenti, si lavora fattivamente alla ricostruzione”.

Un’immagine vera fino a un certo punto: fondi per la ricostruzione erano arrivati già prima di Renzi, proprio all’epoca del governo Berlusconi e del successivo esecutivo Monti, e i lavori di ricostruzione “leggera” delle case con meno danni all’insediamento di Renzi erano già completati, forse perfino troppo frettolosamente, a giudicare dalle crepe riapparse dopo la scossa di Amatrice in alcune abitazioni del capoluogo.

È vero che, con il governo Renzi, l’impegno del governo è diventato strutturale, con la previsione di 6 miliardi in finanziaria, certo da confermare di anno in anno ma comunque si è colmato il baco del governo Letta che non aveva previsto neanche una lira.

“Campagna” contro il progetto C.a.s.e. anche dalla presidente della Camera Boldrini.

“Una volta terminata la fase dell’emergenza, l’obiettivo dovrà essere ricostruire le città colpite dal terremoto e non dar vita a nuovi centri urbani abbandonando quelli attuali, lo chiedono le popolazioni vittime del sisma”, ha detto ai cronisti.

“Abbiamo visto che la filosofia delle new town non funziona, perché la creazione di nuovi centri urbani dopo un sisma comporta tempi lunghi e infelicità delle persone”, la sua contestazione.

“Capisco che è difficile, ma dovremmo tentare di fare il possibile per non disattendere la richiesta dei cittadini, poi è chiaro che bisognerà fare i conti con la realtà – ha sottolineato la Boldrini – ma le persone ci chiedono che le situazioni transitorie non diventino definitive”. Alberto Orsini

CANCELLATI GLI SPETTACOLI DELLA PERDONANZA

La Giunta comunale dell’Aquila, anche sulla scorta del parere della conferenza dei capigruppo, ha stabilito di annullare, in segno di lutto con le comunità colpite dal sisma, di annullare tutti gli appuntamenti previsti all’interno del programma della Perdonanza Celestiniana.

Il giorno 28 agosto si terranno invece la cerimonia di apertura della Porta Santa, la funzione liturgica, che si svolgerà, come di consueto, sul piazzale antistante la basilica di Santa Maria di Collemaggio e il Corteo Storico, seppure in forma estremamente ridotta, sia nel numero dei partecipanti che nel percorso, che si snoderà dalla Villa Comunale  fino al piazzale antistante la basilica.

“La Giunta comunale – ha dichiarato il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente – certa di interpretare la volontà di tutti i cittadinimaquilani, partecipa al lutto delle popolazioni colpite dal sisma. La catastrofe ha proporzioni drammatiche ed enormi sono lo sgomento e il dolore per una comunità colpita da un lutto indicibile e da una distruzione pressoché totale”.

“La Perdonanza si è sempre svolta, nel corso della storia della nostra città, e si svolgerà anche quest’anno ma, come nel 2009, in forma dimessa e senza momenti di spettacolo e intrattenimento. Ci riserviamo di decidere, alla luce dei sopralluoghi tecnici, la possibilità di prevedere o meno l’ingresso dei fedeli in basilica in occasione della Porta Santa. Un segnale di vicinanza alle comunità colpite da una tragedia che rinnova il nostro dolore”, ha concluso.