KABUL – “Ieri siamo riusciti a inviare una squadra per valutare i bisogni nell’area colpita. Il team ha visitato l’ospedale regionale di Jalalabad, dove in meno di 24 ore oltre 100 pazienti sono stati sottoposti a interventi chirurgici e circa 600 sono stati ricoverati. L’ospedale era già al completo prima del sisma e ora il personale sanitario lavora senza sosta, in condizioni estremamente difficili e con una grave carenza di forniture mediche”.

Lo dichiara Claudio Miglietta, coordinatore di Medici Senza Frontiere.

“Presto avremo una visione più chiara su come fornire assistenza alle comunità più colpite – prosegue – ma è già evidente che il terremoto ha avuto un impatto umano devastante, soprattutto in aree molto difficili da raggiungere. Gli ospedali continuano a ricevere pazienti con traumi e, secondo fonti locali, molti corpi sono ancora sotto le macerie. Temiamo anche la diffusione di malattie legate alla mancanza di acqua potabile”.

“La distruzione delle infrastrutture sta aggravando le condizioni di vita dei sopravvissuti – continua – oggi abbiamo inviato ulteriori forniture mediche e un team chirurgico. Tra oggi e domani contiamo di raggiungere le aree più colpite e fornire soccorso dove è più urgente”.

“Alcune zone non sono accessibili in auto ma solo a piedi o in elicottero e ci stiamo attivando anche in tal senso”, conclude Miglietta.