TERAMO – Una decina di persone si sono ritrovate ieri mattina in via Galilei, a San Nicolò a Tordino, frazione di Teramo.

Dieci persone accomunate da un unico filo rosso, la loro dimora nel condominio “Uliveto”, chiuso da ormai tre anni. In quella palazzina non si può entrare perché il portone è chiuso da una transenna di ferro piegato e una catena.

Il sisma del 6 aprile 2009 è arrivato anche a Teramo e quel condominio, classificato prima E e poi B, è chiuso da allora. Mutui da pagare per un appartamento inutilizzabile e l’affitto da “sborsare” per una casa alternativa, sono spese difficili da affrontare per le famiglie.

Il 30 giugno è scaduta la proroga per il pagamento dell’autonoma sistemazione per gli inquilini delle case classificate diversamente da “E”, così, quelle persone chiedono a gran voce di poter rientrare in casa loro, e lo chiedono prima con le buone, poi con le cattive.

“Sono stato questa mattina a San Nicolò – spiega ad AbruzzoWeb Maurizio Brucchi, sindaco di Teramo – questi cittadini dal 30 giugno stanno pagando l’affitto di tasca loro. Mi sono preso l’impegno di verificare personalmente se ci sono le possibilità di avere una proroga almeno fino a dicembre”.

Vogliono forzare le serrature cambiate dall’ingegnere che, su loro delega, è diventato il custode dell’edificio e che dovrebbe supervisionare la sistemazione una volta arrivati i fondi.

Ieri mattina alle 9 erano tutte lì, le famiglie forzatamente sfrattate, a riscuotere il diritto di tornare nelle case che stanno ancora pagando. Alle 10 è arrivato l’assessore alla Manutenzione e all’Ambiente, Rudy Di Stefano, che li rassicura dicendo che devono cercare di avere una proroga fino a dicembre, ma sicuramente la faccenda non si può risolvere attingendo i fondi dalle casse del Comune.

“Si deve fare una distinzione – continua il primo cittadino – si devono creare delle eccezioni perché questa è una situazione limite, quella palazzina era stata classificata prima ‘E’ e in un secondo tempo ‘B’. Dobbiamo anche fare qualcosa per velocizzare le pratiche per dare inizio ai lavori e sbloccare le pratiche con Fintecna”.

Se da una parte c’è una rassicurazione dalle autorità, l’affronto diretto arriva dall’ingegnere che si occupa del condominio, che dopo essersi affacciato in via Galilei, è andato direttamente dai Carabinieri presentando una denuncia cautelativa contro i condomini.

Una signora, poi due, poi tre, iniziano a scavalcare la transenna ed entrano nelle loro case, visitano le loro stanze che non vedevano dal giorno di Pasqua 2009.

Riescono ad entrare, per ricevere una spiacevole sorpresa. Ladri, neve, umidità, hanno irrimediabilmente rovinato le loro case, totalmente abbandonate alle intemperie del tempo.

“Sono ancora lì – conclude il sindaco Brucchi – e non hanno intenzione di andarsene”.