Sulla gestione dei rifiuti è arrivato il momento di fare chiarezza su fatti e competenze per superare: “la canea di polemiche irresponsabili mentre corriamo il rischio che l’emergenza si trasformi in dramma”. E’ quanto dichiarato dal presidente Ernino D’Agostino, questa mattina, nel corso di una conferenza stampa.
Una risposta agli accenti polemici di questi giorni da parte d’istituzioni e comitati rispetto allo studio della Provincia sui siti “potenzialmente idonei” ad accogliere nuovi impianti di smaltimento, ma anche un appello alla “responsabilità e alla collaborazione” in vista di due appuntamenti significativi in materia rifiuti: il vertice di lunedì insieme alle altre Province con il Presidente Del Turco e la riunione con i Sindaci e il Consorzi, il prossimo 25 gennaio per avviare le procedure per la costituzione dell’Ato unico provinciale e superare gli attuali quattro Consorzi.

Nel corso della conferenza stampa, alla quale hanno preso parte l’assessore all’ambiente Antonio Assogna e i tecnici del settore – il dirigente Ferdinando Di Sanza e il funzionario Gianpaolo Calvarese – il Presidente ha avuto modo di precisare alcuni aspetti riguardanti le competenze di Provincia, Consorzi e Comuni in materia di rifiuti; lo studio sui siti potenzialmente idonei; la delibera con la quale la Regione individua gli impianti di smaltimento esistenti (l’unico in esercizio, però, è quello di Grasciano di Notaresco di proprietà del Cirsu) e due siti nuovi potenzialmente idonei: Fonte Baio di Bellante e Colle Addina di Teramo.
La Provincia ha solo compiti di programmazione, ha ribadito D’Agostino, scelte e gestione sono in capo a Comuni e Consorzi che hanno come controparte la Regione, l’ente che rilascia le autorizzazioni sugli impianti. In nessun caso la Provincia può imporre un sito specifico piuttosto che un altro ma solo indicare delle opzioni all’interno delle zone previste dal Piano Provinciale dei rifiuti. “Abbiamo realizzato lo studio sui siti solo perché Consorzi e Comuni sono in un’evidente situazione di difficoltà e gli impianti sono stati posti sotto sequestro o sono inutilizzabili”. Nella redazione dello studio, ha sottolineato D’Agostino “il nostro settore ha collaborato con i tecnici dei Comuni e dei Consorzi tanto è vero che il sito di Colle Addina, nel capoluogo, viene individuato come il migliore fra quelli possibili anche dalla relazione rimessaci dal Comune di Teramo il 17 marzo del 2006. Dichiarare che è una nostra imposizione è fuori dalla realtà”.

A questo proposito l’assessore all’ambiente, Antonio Assogna, ha mostrato la relativa documentazione chiamando in causa anche il coordinatore della lista “Al centro con Chiodi”, Roberto Canzio. “Oggi accusa la Provincia di scelte sbagliate – ha detto – ma su Colle Addina era d’accordo, visto che risulta fra i promotori dello studio commissionato dal Comune di Teramo”.
D’Agostino, l’assessore e i tecnici hanno molto insistito sul concetto di “potenzialmente idonei”. Sui siti elencati nello studio, hanno sottolineato, vanno effettuate tutte le indagini geognostiche e ambientali previste dalla legge.
Dopo che in questi giorni si sono susseguite le prese di posizione di istituzioni come il Comune di Isola e della Comunità Montana del Gran Sasso contro l’eventuale utilizzazione della discarica di Corazzano; le dichiarazioni di amministratori, comitati cittadini ed esponenti politici contro l’eventuale realizzazione di una discarica a Fonte Baio di Bellante e a Colle Addina, D’Agostino ammonisce: “non si può continuare a dire solo dei no, bisognerà cominciare anche a fare delle proposte. Non si può continuare ad invocare ogni tipo di allarme per qualsiasi impianto e per ogni luogo. Stiamo parlando di discariche di ultima generazione, dove andranno solo rifiuti trattati indispensabili a raggiungere quei 2 milioni di metri cubi di cui abbiamo bisogno per l’autosufficienza nello smaltimento. Noi abbiamo dato delle indicazioni sulla base dei pareri tecnici; siamo disponibili a confrontarci, aspettiamo delle proposte”.
Considerando, però, che la progettazione di nuovi impianti suscita sempre paure e allarmi, è indispensabile, ha chiosato il Presidente, “recuperare credibilità operando un “cambiamento radicale nella gestione accompagnandolo con una adeguata opera di informazione nei confronti del cittadino”.

Per questo la Provincia ha promosso e sostenuto il superamento dei quattro Consorzi e l’avvio di un unico organismo di gestione così come deliberato dalla Regione Abruzzo. Dell’ATO unico si comincerà a parlare il 25 gennaio, in Provincia, nel corso di una riunione con i Sindaci e Consorzi, alla presenza dell’assessore regionale Franco Caramanico. “Non ci sono ricette miracolose ma alcuni passaggi ineludibili – continuato – raggiungere gli obiettivi sulla raccolta differenziata, realizzare gli impianti di bioessiccazione e di compostaggio, adeguare gli impianti esistenti che hanno ancora delle potenzialità e individuare dove realizzare nuove discariche se servono”. A gestire questa partita dovrà essere il nuovo organismo, l’Ato unico, appunto, nel frattempo, però: “Consorzi e Comuni devono collaborare e trovare soluzioni comuni per gestire l’emergenza”.
Rispondendo alle domande dei giornalisti, infine, D’Agostino ha dichiarato che condivide la decisione di Del Turco di non voltare le spalle alla Campania consentendo lo smaltimento dei rifiuti negli impianti abruzzesi anche se, ha precisato: “ogni Regione dovrà contribuire alla risoluzione di quella che è un’emergenza nazionale in misura proporzionale alle possibilità dei singoli territori”.

Fonte: Provincia di Teramo