TERAMO – L’omicidio di Carmine De Luca, il commerciante ed ex imprenditore napoletano assassinato con quindici coltellate da mani ignote nella sua abitazione a Torricella Sicura (Teramo) due settimane fa circa ed il cui corpo è stato rinvenuto appena una settimana fa, potrebbe essere stato generato dopo una violenta discussione per questioni di soldi, forse di debiti tra lui e il suo killer.
E’ la pista privilegiata dagli inquirenti teramani che ora attendono anche l’esame dei tabulati telefonici del cellulare di De Luca.
A “parlare”, come si spera farà l’esame autoptico eseguito alcuni giorni fa che dovrà anche stabilire il giorno e l’ora esatta dell’omicidio (è stata una coltellata alla carotide a provocare la morte dell’uomo) attraverso l’esame delle larve i cui giorni di vita attesteranno il momento del decesso, potranno essere i molti indizi isolati dal Ris sul luogo del delitto, cioe’ l’abitazione di Piano Grande di Torricella.
L’ultima volta, i testimoni hanno detto di averlo visto la mattina di sabato 22 maggio. Poi di lui si sono perse le tracce fino al ritrovamento del cadavere una settimana più tardi quando i vicini hanno chiamato i carabinieri e vigili del fuoco insospettiti da un forte odore che proveniva dall’abitazione.
A terra, c’era il corpo senza vita di de Luca in avanzato stato di decomposizione. Il cadavere si trova a Teramo e la magistratura non ha ancora concesso il nulla osta alla sepoltura.




