TERAMO – Vendicarsi per aver ricevuto una multa ritenuta ingiusta pagandola in monetine da cinque centesimi, tenendo bloccata la cassa della sede di Equitalia per un’ora e un quarto, il tempo per il cassiere di contare una a una le 2.200 monete consegnategli e verificare che fossero effettivamente la somma giusta.

È accaduto a Teramo, e il protagonista della vicenda si chiama Nanni Ungaro, che ha voluto protestare in questa maniera insolita contro la sanzione ritenuta immeritata. “Voi mi fate pagare una somma che ritengo ingiusta? – ha detto –  E io vi blocco il lavoro per un’ora e un quarto”.

Tutto ha inizio quando al signor Ungaro vengono recapitate due cartelle esattoriali per violazione del codice della strada da parte del Comune di Roma, per un importo di 70 euro.

“Ne ho pagati solo 40 – spiega – ovvero solo l’importo e i diritti, non la maggiorazione ex articolo 27 che per le infrazioni al codice della strada non è dovuto”.

Qualche mese dopo il Comune di Roma rigetta la sua istanza imponendo il pagamento di 70 euro. Intanto i 30 euro non versati in precedenza diventano 110 per le spese di notifica.

Così Ungaro medita la sua vendetta: va in banca, si procura le 2.200 monetine da 5 centesimi e si reca a Equitalia per il pagamento.

Nella mente già pensa a un’altra vendetta, questa volta verso il Comune di Roma. “Scriverò ad Alemanno – dice – che nel 2011, per la prima volta dopo tanto tempo non andrò a Roma per fare le compere per i saldi”.