TERAMO – “Abbiamo un sogno: festeggiare al massimo delle nostre possibilità e dei nostri sforzi il quarantesimo compleanno della Interamnia World Cup. Il comune crede fortemente nella coppa e per questo ha scelto di essere capofila del progetto, ambiziosissimo, per le prossime celebrazioni”.
Dopo la paura per un flop ricacciato nella landa degli incubi dalla forza dell’Interamnia, il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, ha aperto questa mattina nella sala consiliare del comune la conferenza stampa di presentazione del progetto per i quarant’anni del coppa del mondo giovanile di pallamano, accanto a uno dei fondatori della manifestazione, il “patron” Pierluigi Montauti, mentre è ancora in corso l’edizione record numero trentanove (che si concluderà domenica 10 luglio).
Presenti anche il vice presidente della provincia Renato Rasicci, l’assessore al Turismo della provincia di Teramo, Ezio Vannucci, il presidente regionale del Coni, Ermanno Morelli e l’assessore comunale al Turismo e agli Eventi Guido Campana.
Nel corso della conferenza è stato proiettato il primo video dell’edizione numero quaranta, molto diversa dalle altre.
Infatti, il nome dell’Interamnia World Cup, da sempre “culla” del mondo nel cuore di Teramo e dell’Abruzzo, verrà esportato fuori regione e cambierà completamente volto.
“La città di Teramo, le sua istituzioni e il nostro lo staff sono ormai maturi per consacrare e valorizzare una manifestazione così bella e importante – ha detto il professor Montauti, il ‘signor Interamnia’ – potendo realizzare finalmente il nostro sogno che non riguarda solo la città di Teramo e l’Interamnia, ma tutto il territorio Teramano e l’Abruzzo intero”.
“In primis – ha spiegato Montauti – daremo ai partecipanti una diversa caratterizzazione, ospitando non più le nazioni, ma le città che le rappresentano, segno che il mondo non ha più barriere, come dimostrato nel corso degli anni dal nostro evento. Vogliamo raggiungere l’obbiettivo di almeno duecento città e almeno cento sindaci; punteremo ad avere almeno 450 squadre di cento nazioni provenienti dai cinque continenti”.
Per il 2012 c’è già chi ha aderito, come Nuova Caledonia, Australia, Isole Cook, Nuova Zelanda e Samoa dall’Oceania; Angola, Seychelles, Sud Africa dal continente africano; Cile, Bolivia, Colombia, Groenlandia, Paraguay, Messico, Stati Uniti d’America, Martinica dalle Americhe; Arabia Saudita, Emirati Arabi, Giappone, Hong Kong, Kazakistan, Oman, Qatar, Singapore e Yemen dal continente asiatico.
“Grazie al respiro regionale – ha quindi precisato il presidente della coppa – porteremo alcune partite nelle piazze principali delle altre province, come piazza Duomo dell’Aquila. Inoltre, la festa del 2012 sarà una vera e propria festa di sport, per cui coinvolgeremo le realtà sportive locali per metterle a confronto con le straniere”.
Montauti ha poi sottolineato l’importanza di “esportare” il nome della coppa. L’Interamnia come momento di pace e di amicizia fra popolazioni, come sempre. In quarant’anni non sono mai mancati, purtroppo, i motivi per tentare di far avvicinare chi si odia e vive in guerra.
“Vogliamo visitare la città di Roma per ‘sostenere’ la candidatura della capitale alle olimpiadi del 2020 e per stringere un rapporto di collaborazione e di amicizia con la città, per far sì, ad esempio, che le rappresentanze delle delegazioni e i sindaci delle città del mondo possano essere ricevute in Campidoglio. In cantiere c’è anche un forum su razzismo, cooperazione e diritto alla cittadinanza attraverso la sottoscrizione di un protocollo che impegni i rappresentanti istituzionali delle diverse nazioni ad azioni favorevoli verso questi ideali. Roma potrebbe così accogliere tutti i partecipanti, in un alto momento sportivo e di solidarietà. Proprio nella capitale intendiamo far giocare una partita simbolica tra le cosiddette ‘squadre della pace’, composte da atleti di nazioni in guerra o in contrasto fra loro e far sfilare per le vie del centro storico la nostra parata, magari a Trinità dei Monti”.
“Inviteremo anche il prossimo nobel per la Pace – aggiunge Montauti – e il sindaco di Hiroshima, che è presidente della Mayor For Peace, associazione di cui fanno parte tutti i sindaci della pace. Ci piacerebbe infine coinvolgere il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e vederlo presente a uno degli eventi di cui ho parlato”.
Non poteva mancare la cultura, settore centrale dell’Interamnia. Sono infatti previste esibizioni di artisti e persone legate alle culture mondiali in tutta la regione, non solo nel centro storico di Teramo: arte (mostra di un artista statunitense), danza (Samoa), folklore (Messico), musica (Giappone), enogastronia (Spagna), moda (Sud Africa), rievocazioni storiche (Egitto), balli tradizionali (Brasile), letteratura (India).
Un programma particolarmente articolato e amibizioso, quindi, ma per il presidente “non si può fare a meno del sostegno economico delle istituzioni. Le nostre intenzioni sono valide e genuine, siamo sicuri che tutti vorranno coinvolgere la propria attenzione verso quello che noi abbiamo chiamato ‘nuovo mondo’. Ringraziamo e ci affidiamo al sindaco Brucchi e ai rappresentanti di provincia, regione e Coni e a quegli enti impegnati fino ad oggi nell’avventura dell’Interamnia, ma non possiamo fare a meno di dire che questo evento storico ha bisogno di un supporto ancora maggiore”.
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