TERAMO – Un incendio di modeste proporzioni è scoppiato ieri intorno alle 23 nel carcere di Castrogno a Teramo.

Il rogo è divampato nella cella di un detenuto per motivi in corso di accertamento. La stanza è stata evacuata ed i vigili del fuoco hanno impiegato circa un ora per circoscrivere le fiamme e spegnerle.

Nell’istituto penitenziario si sono vissuti attimi di tensione per la preoccupazione del propagarsi dell’incendio che, fortunatamente è stato domato nel giro di poco tempo.

Il detenuto è stato trasferito in un’altra cella.

Ad appiccare il fuoco nella sua cella a Teramo, ieri intorno alle 23, è stato il tunisino accusato di aver sfregiato con una lametta il volto di Guido Curti, uno degli arrestati del crack Di Pietro, cioè l’inchiesta teramana sulle bancarotte a catena che coinvolgono società con sede nello studio di commercialisti Chiodi-Tancredi.

L’extracomunitario aveva raccolto per farne un falò, coperte, lenzuola, materasso, due bombolette di gas, un tavolo e lo sgabello. Poi ha appiccato il fuoco e si è barricato in bagno protetto dalla porta in metallo.

Nel penitenziario un fatto di questo genere non si era mai verificato. Le fiamme hanno distrutto la cella e il fumo ha invaso l’intera sezione tanto che gli agenti, quei pochi in servizio che c’erano, hanno dovuto far uscire circa un centinaio di detenuti trasferiti poi in un altro piano. Sono cinque gli agenti rimasti intossicati con una prognosi di 7 giorni. Il piromane e’ ora tenuto nel reparto osservazione del carcere di Castrogno e isolato dagli altri detenuti per il rischio di linciaggio.

Sarà comunque denunciato. “In carcere si è sfiorata la rivolta dei detenuti – denuncia Giuseppe Pallini del sindacato Sappe -. I detenuti hanno rischiato di morire come topi in trappola e anche per i vigili del fuoco e’ stato difficile domare il rogo visto che l’ambiente era saturo di fumo e la visibilita’ era scarsa e l’aria irrespirabile. Denuncio ancora una volta con forza la carenza di organico e non immagino cosa sarebbe potuto succedere in un caso come questo se si fosse scatenata la rivolta. Teramo e’ l’unico carcere fra Abruzzo e Molise dotato di assistenza medica h24. Significa che qui arrivano detenuti, almeno la meta’ del totale, con problemi psichiatrici”.