TERAMO – Continua il sit-in a San Nicolò a Tordino, frazione di Teramo, dove un gruppo di 36 famiglie ha preso il controllo del condominio “Uliveto”, classificato prima E (ovvero gravemente danneggiato dal sisma del 6 aprile 2009) e poi B (danni lievi).
Oggi è il diciassettesimo giorno che giovani e meno giovani sono asserragliati fuori l'”Uliveto”, sotto al sole e sotto la pioggia, per riacquisire il diritto di poter tornare nelle loro case “di cui molte famiglie stanno pagando ancora il mutuo”.
Lo dichiara ad AbruzzoWeb Vidinangelo Terribile, un condomino, che spiega: “abbiamo ricevuto l’ordinanza di sgombero della palazzina il 6 aprile 2009 – spiega – e stiamo ancora aspettando l’esito della pratica dall’Aquila per partire con i lavori. A tre anni e mezzo dalla tragedia. Dal 30 giugno, con il decreto Monti, non abbiamo più ricevuto l’autonoma sistemazione e ci sono molte famiglie che adesso sono costrette a pagare l’affitto per l’abitazione attuale e il mutuo per questa casa inagibile”.
“Siamo all’interno dell’area del condominio, non entriamo ma non ci allontaniamo mai, siamo qui giorno e notte e dormiamo a turno – continua Terribile – Il sindaco, Maurizio Brucchi, è venuto a trovarci quattro volte, ci ha promesso che si sta impegnando di persona per far chiudere la pratica entro il 15 agosto, ma noi non ci accontentiamo delle promesse”.
“La gente, qui, è disperata”, conclude.






