TERAMO – Scoppia il caso Cirsu. Il Consorzio intercomunale rifiuti solidi urbani ha infatto sospeso la raccolta dei rifiuti fino a settembre.

Un provvedimento che ha subito scatenato il caos. “Siamo alla frutta”, ha tuonato Cesare D’Alessandro, vice capogruppo dell’Italia dei valori in Consiglio comunale.

“Ai sindaci è stato detto di arrangiarsi – si legge in una nota – per una lite senza fine tra polli dello stesso pollaio. Non dimentchiamo che Sogesa Spa, con cui Cirsu litiga, è una controllata di Cirsu stesso e questo la dice lunga sulla controversia in atto. A farne le spese i lavoratori, che hanno l’unico torto di aver fatto fino in fondo il proprio dovere”.

Ora il rischio è che i comuni del Cirsu si ritrovino in mezzo all’immondizia. “I sindaci, visto che i cittadini pagano regolarmente le tasse – ha aggiunto D’Alessandro – devono far funzionare il servizio, avvalendosi del personale esistente e salvaguardarne l’occupazione”.

Per  D’Alessandro, “la politica deve evitare di rimpallarsi le responsabilità, al di là di quelle individuali nel caso dello scempio del polo tecnologico di Grasciano di Notaresco (Teramo)”.

“Le decisioni degli ultimi anni – conclude – sono sempre state bipartisan, basta rileggere i comunicati stampa di Venturoni dell’agosto 2008, quando era presidente della Teramo Ambiente Spa. Ma ora non è il momento delle polemiche, bensì di raggiungere una unità di intenti, sperando che a determinarla sia l’interesse generale”.