TERAMO – Sono circa 250 i lavoratori nel settore della moda che potrebbero perdere il posto di lavoro nel teramano entro settembre. “E’ un problema serio – spiega il segretario provinciale della Filctem Cgil di Teramo, Giampiero Dozzi -. Il numero dei probabili licenziamenti oscilla tra i 200 e 250, tagli che verranno effettuati tra 8-9 aziende che non hanno più strumenti per gestire la crisi”.
Una crisi legata al termine degli ammortizzatori sociali. Prima del jobs act, infatti, il contratto di solidarietà arrivava fino a 48 mesi nel quinquennio e si poteva proseguire anche dopo. La cassa integrazione fino a 36 mesi.
“La cassa integrazione per procedura fallimentare poi – aggiunge Dozzi – non esite più, come non esiste più neanche quella per cessazione di attività”. Secondo Dozzi “va ridiscussa la situazione degli ammortizzatori sociali, che consentono solo nell’area di crisi complessa della Val Vibrata – Tronto di avere un anno in più. La ripresa del centro sud è lontana”.
“Certamente l’ammortizzatore da solo non basta – continua il segretario proviciale -. Le aziende non possono essere lasciate sole e mantenere i livelli occupazionali. Nel settore della moda si deve fare una verifica complessiva di quello che è rimasto, quali aziende sono riuscite a sopravvivere. A me risulta che il mercato si sia ridotto”.
“Si sta aspettando che ci sia un ritorno dei volumi produttivi attraverso le esportazioni – conclude Dozzi -. Il mercato interno non tira”.



