L’AQUILA – Hanno bisogno di parlare con qualcuno i bimbi e i ragazzi abruzzesi.
È quanto emerge dai dati diffusi da Telefono azzurro, che ha attivato il Centro Nazionale di Ascolto gratuito (19696, oltre alla Linea Istituzionale 199.15.15.15 rivolta agli adulti e agli operatori dei servizi) proprio per venire incontro alle richieste di aiuto e alle esigenze di più piccoli, ma non solo, e che in questo weekend sarà nelle piazze di tutta Italia, anche in Abruzzo, con l’iniziativa “Le candele di Telefono azzurro”.
Nel periodo periodo gennaio 2009 – ottobre 2010 dall’Abruzzo sono partite 85 chiamate verso il centro di ascolto: non moltissime rispetto ai 5.370 casi in cui il centro di ascolto è intervenuto nell’intero territorio nazionale, e che posizionano l’Abruzzo al 15esimo posto nella classifica delle richieste di aiuto.
A chiedere maggiormente consulenza, sono i maschi, con il 53,7 per cento, mentre anagraficamente la fascia d’età più bisognosa è risultata quella compresa tra 0-10 anni, seguono con la setssa percentuale del 26,6 per cento i ragazzi tra gli 11 e i 14 anni e quelli tra 15 e 18.
Per quanto riguarda la provenienza delle richieste di aiuto, si dividono il primo posto L’Aquila e Pescara (29,4), seguono Chieti (24,7) e Teramo (16,5).
Il motivo più frequente che spinge i ragazzi abruzzesi a rivolgersi al Telefono azzurro è innanzitutto il bisogno di parlare, evidenziato dal 29,6 per cento dei casi, sintomo di un malessere generale della società.
“I dati che abbiamo rilevato nel corso della nostra attività – spiega il presidente di SOS Telefono Azzurro Onlus, Ernesto Caffo – sono allarmanti. Da un lato, il risultato della disgregazione sociale, che accentua il sentimento di depauperazione familiare. Dall’altro, i rischi connessi a una incauta esposizione dei minori verso l’esterno attraverso il web e i social network”.
Il secondo motivo è risultato, dai dati diffusi dal Telefono azzurro, l’abuso psicologico, a cui segue la voglia di confidare i problemi relazionali che si hanno con i genitori.
“Occorre riflettere sulla condizione di solitudine di bambini e adolescenti – prosegue Caffo – e comprendere che essa rappresenta un segnale troppo spesso trascurato, che si traduce in forme di disagio e di emergenza come quelle che quotidianamente affrontiamo nel nostro lavoro”.
“Il web può essere un elemento minaccioso – prosegue il presidente Caffo – con i social network che diventano luoghi di adescamento e perfino di invio di materiale pedopornografico da parte dei minori stessi, in cambio di piccole ricompense. Ma con un utilizzo corretto è la rete internet ad offrire un valido mezzo di contatto con bambini e adolescenti per la prevenzione dei fenomeni di abuso”.
In quest’ottica il Telefono Azzurro presenta un nuovo servizio di consulenza via chat, disponibile sul sitowww.azzurro.it, che sarà attivo ogni giorno a partire dal 6 dicembre.
“È necessario – conclude il Presidente Caffo – che sempre più si diffonda il concetto di responsabilità sociale. Il Telefono Azzurro ha un grande ruolo nella gestione delle emergenze, ma la chiave per dare una risposta efficace ai bisogni dei minori è la prevenzione”.
L’impegno dell’Associazione prosegue il prossimo fine settimana: il 20 e 21 novembre in oltre 1.500 piazze italiane tornano le candele di Telefono Azzurro con la tradizionale campagna ” Accendi l’Azzurro”.






