L’AQUILA – Tornano a protestare i lavoratori del call center Tecnocall dell’Aquila, con due sit-in, davanti alla sede della Prefettura e a Palazzo Margherita, dove è in corso il Consiglio provinciale.

“Non spegnete il lavoro” recita lo striscione esposto dai mainfestanti: un appello alle istituzioni affinché si riesca a scongiurare il dramma occupazionale che potrebbe colpire 117 persone.

Il call center ha sede nella frazione aquilana di Monticchio: sul tavolo il futuro dei lavoratori in vista del passaggio, obbligatorio e previsto a gennaio 2024, dal mercato tutelato a quello libero dei servizi energetici con gli operatori del sito aquilano impegnati nella gestione delle chiamate riferite al mercato tutelato con la possibile perdita dell’occupazione.

“Sono ore drammatiche – scrivono i lavoratori – ore decisive. Ieri si sono svolte le aste per assegnare i clienti del servizio di maggior tutela, quei clienti in parte oggi assistiti dalle lavoratrici e dai lavoratori di Tecnocall. Il risultato delle aste produrrà nuova marginalità, nuova crisi sociale, nuova disperazione. Nuovi poveri. In queste ore decisive, avremmo avuto bisogno di sostegno unanime e forte da parte di tutti gli attori. Li abbiamo cercati. Li abbiamo sollecitati. Ora, però, non basta più una vicinanza di facciata, distratta e di circostanza della politica e delle istituzioni locali. Il tempo è scaduto. Ora è il momento dell’impegno e delle risposte. Ora è il tempo di praticare realmente una comunità di intenti a difesa del lavoro”.

“In questa partita – prosegue il messaggio – non sono previsti tempi supplementari. La partita o si vince o si perde. Noi vogliamo vincerla. Siamo consapevoli che la battaglia ha bisogno di sostegno collettivo, territoriale, da parte di tutti. Nessuno può sentirsi salvo o immune da responsabilità. Ognuno per il proprio conto e per il proprio grado di responsabilità. Come sempre, chi più può, più deve dare. Le responsabilità sono collettive ma anche individuali. O vinciamo tutti o saremo tutti responsabili”.