ROMA – Una condanna e un rinvio a giudizio: questo il verdetto del Tribunale di Roma sui due pescaresi coinvolti nella vicenda del rapimento di quattro tecnici italiani, conclusosi con la morte di due di loro, avvenuto in Libia nel 2015. 

Si tratta di Paolo Cardano, componente del Cda della Bonatti, condannato a un anno e 10 mesi, e dell’amministratore Giovanni Di Vincenzo che ha optato per il rito ordinario: per lui il processo è stato fissato al prossimo 28 maggio davanti alla X sezione penale. 

Non hanno predisposto un documento che valutasse i rischi legati all’attività all’estero dei propri dipendenti per raggiungere il luogo di lavoro, nello specifico la città di Mellita in Libia. C’è questa omissione alla base della sentenza con cui il gup di Roma ha condannato i vertici della società Bonatti di Parma.

Gli imputati erano accusati di cooperazione colposa nel delitto doloso collegato alla morte di Salvatore Failla e Fausto Piano, i due tecnici sequestrati il 19 luglio 2015 assieme ai colleghi Filippo Calcagno e Gino Pollicardo e poi uccisi il 3 marzo 2016 in un conflitto a fuoco.

Il giudice Maria Paola Tomaselli, accogliendo le richieste del pm Sergio Colaiocco, ha condannato anche Paolo Ghirelli, presidente della Bonatti e l’altro componente del cda, Dino Martinazzoli. Per tutti la pena è sospesa.

La Bonatti è controllata dal gruppo Igefi di proprietà della nota famiglia di imprenditori Di Vincenzo di Pescara, impegnata anche nella ricostruzione post-sisma dell’Aquila attraverso il Consorzio Di Vincenzo & Strever.

Per il sequestro dei quattro operai della Bonatti, lo scorso marzo in Libia sono stati arrestati tre cittadini libici, tutti appartenenti all’Isis, i quali hanno ammesso le loro responsabilità.

Bonatti, attiva da anni nel settore oil and gas con cantieri in varie zone del mondo, prende “doverosamente atto della decisione” e si dichiara “fiduciosa che nel giudizio di appello, che sarà prontamente proposto, emergerà la mancanza di qualsiasi loro responsabilità, considerato anche che la prospettazione giuridica dei fatti sottoposta all’esame del gup dalla Procura di Roma deve ritenersi nuova ed è meritevole sicuramente di ulteriori riflessioni da parte degli interpreti”.

“Bonatti ha da sempre dedicato la massima attenzione e cura a garantire la sicurezza del proprio personale – prosegue la nota – raggiungendo risultati di eccellenza e riconoscimenti da una industria particolarmente esigente nel campo della salute e sicurezza quale è quella del Oil & Gas nella quale opera. Pur non condividendo l’esito del giudizio di primo grado, la società conferma la sua vicinanza alle famiglie dei dipendenti deceduti nei tragici fatti”, conclude la società.