L’AQUILA – Alessandro D’Alatri è il nuovo direttore artistico del Teatro stabile d’Abruzzo (Tsa).
Come anticipato da AbruzzoWeb, la nomina è arrivata dal il Consiglio d’amministrazione dell’ente che ha accolto la proposta giunta dal socio Comune dell’Aquila. D’Alatri, 59 anni, regista e sceneggiatore romano, subentra ad Alessandro Preziosi il cui contratto triennale è scaduto ieri.
Dunque, il cda di oggi guidato dal presidente, Ezio Rainaldi, segna una svolta nella gestione e nella politica dell’ente teatrale che vede come azionista di maggioranza la Regione Abruzzo: nella delibera di nomina di D’Alatri vengono dettate le linee guida di un ambizioso progetto di crescita voluto da Rainaldi che, a questo punto, nonostante sia stato nominato dal centrodestra come uomo vicino all’ex vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, deve considerarsi confermato dal nuovo governo regionale di centrosinistra.
In tal senso, è pesato molto il buon rapporto instaurato con la senatrice aquilana del Partito democratico, Stefania Pezzopane, e il vice presidente della Giunta regionale, l’aquilano Giovanni Lolli, ai quali il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, ha demandato la responsabilità di gestire la cultura, nonostante la delega sia ufficialmente nelle sue mani.
Tra i punti più importanti del nuovo corso, il progetto di fusione con gli altri teatri abruzzesi per una vera offerta teatrale in tutta la regione, una questione già sul tavolo da tempo, il coinvolgimento di giovani associazioni e di altri comuni, nuove modalità di distribuzione e strategie per avere certezze di finanziamento.
In questo quadro anche il nuovo direttore ha un ruolo determinante per segnare la svolta: D’Alatri eredita una situazione molto difficile visto che la gestione dell’attore Alessandro Preziosi non è stata considerata soddisfacente, a partire dalle continue assenze. Una carenza denunciata dalla senatrice Pezzopane, ex direttore del Tsa.
“Questo è un passaggio epocale per il Tsa – le parole di Rainaldi a questo giornale – per il momento storico che sta attraversando tutto il mondo teatrale. Siamo di fronte a una vera e propria sfida, non vale più la regola del gioco politico. Ci si sta giocando il futuro della cultura in Abruzzo ed è la cosa che deve motivare di più. Il Tsa deve diventare un vero teatro stabile, cioè al vertice della struttura teatrale abruzzese, intraprendendo un percorso di cooperazione con gli altri stabili abruzzesi”.
“La scelta di D’Alatri – spiega quindi il presidente del Tsa – va esattamente in questa direzione, è un personaggio di grande spessore culturale di grande esperienza, che viene qui non certo per chissà quali soldi. Raccoglie la sfida insieme a noi, cammineremo insieme per il progetto che dobbiamo portare a termine. Gli stiamo fornendo le prime indicazioni sul progetto triennale che dovremo proporre, con le nuove regole ministeriali”.






